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	<description>La radio dei blogger: libera veramente</description>
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		<title>Vagando dentro: il disco d&#8217;esordio di Roberto Scippa</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 23:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Selezionato tra i finalisti di Musicultura 2012, il giovane cantautore romano debutta con un album intenso ed emozionante. Tra canzone d&#8217;autore e West Coast un diario di viaggio di matrice acustica tra ricordi e speranze. Presentazione ufficiale dal vivo il 16 febbraio a Formello
Vagando dentro: il disco d&#8217;esordio di Roberto Scippa
RoberMusic
è lieta di presentare:
VAGANDO DENTRO
Il primo album di Roberto Scippa
RoberMusic
13 brani &#8211; 47 minuti
&#8220;Vagando Dentro è nato da un profondo e sincero bisogno di comunicare che col tempo ha preso la forma delle sue canzoni&#8221;. Così Roberto Scippa presenta il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Selezionato tra i finalisti di Musicultura 2012, il giovane cantautore romano debutta con un album intenso ed emozionante. Tra canzone d&#8217;autore e West Coast un diario di viaggio di matrice acustica tra ricordi e speranze. Presentazione ufficiale dal vivo il 16 febbraio a Formello<br />
Vagando dentro: il disco d&#8217;esordio di Roberto Scippa</p>
<p>RoberMusic<br />
è lieta di presentare:</p>
<p>VAGANDO DENTRO</p>
<p>Il primo album di Roberto Scippa</p>
<p>RoberMusic<br />
13 brani &#8211; 47 minuti</p>
<p>&#8220;Vagando Dentro è nato da un profondo e sincero bisogno di comunicare che col tempo ha preso la forma delle sue canzoni&#8221;. Così Roberto Scippa presenta il suo disco d&#8217;esordio Vagando dentro: un diario di viaggio di matrice acustica tra sensazioni e pensieri rivolti al passato, al presente e al futuro. Roberto Scippa nasce a Frascati (Roma) nel 1980, i suoi ascolti sono precisi e immediati, fin dall&#8217;adolescenza: la canzone d&#8217;autore italiana e il folk-rock internazionale, De André, De Gregori e Bennato da una parte, Dylan, Springsteen e Cohen dall&#8217;altra. Queste due anime si fondono in una prospettiva acustica che Scippa ha portato avanti fin dai suoi esordi: le prime affermazioni dal vivo arrivano nel 2005, seguono i primi premi in concorsi e le prime esibizioni in festival, infine l&#8217;intensa pausa creativa dalla quale hanno visto la luce i 13 brani di Vagando Dentro.</p>
<p>Vagando Dentro è un&#8217;autentica sorpresa, che ha subito lasciato spiazzati alcuni addetti ai lavori. Secondo Massimo Sannella di Shiver &#8220;questo esordio ci lascia soddisfatti e pieni di voglia di essere altrove, è il buon responsabile di un qualcosa che ci rapisce immediatamente e che &#8211; una volta vaganti dentro queste tracce – sarebbe stupefacente non trovarne mai la via d&#8217;uscita. Stupendo”, mentre Ariel Bertoldo di Rockerilla conside ra i brani “tredici riflessioni agrodolci per un album d&#8217;esordio tra i più interessanti nel giovane panorama cantautoriale italiano&#8221;; Alessandro Basile di Caffè News ha scritto: &#8220;Vagando Dentro è un collage di grandi brani, che varrebbe ascoltare anche una sola volta per capire che non si esagera. E se ci scappa il brivido non c’è da stupirsi, vuol dire che siamo sulla buona strada&#8221;.</p>
<p>L&#8217;album è suonato interamente da Roberto Scippa, che in alcuni brani ha avuto l&#8217;apporto di validi musicisti come Dodo Versino, Alessandro Giraldi, Matteo Bultrini e altri, la cui presenza non ha alterato l&#8217;obiettivo principale dell&#8217;autore, ovvero trasmettere a chi ascolta un taglio sonoro essenziale, spesso crudo e tagliente, ma anche intimista ed emotivo. Con l&#8217;uscita del disco arriva una bella notizia: Roberto Scippa viene ammesso alla fase finale delle audizioni live del prestigioso premio Musicultura. Il primo appuntamento dal vivo per il cantautore romano sarà giovedì 16 febbraioall&#8217;Abbey Road di Formello (Roma), con un concerto di presentazione ufficiale di Vagando Dentro.</p>
<p>Informazioni:</p>
<p>Roberto Scippa su Facebook:<br />
http://www.facebook.com/ officialrobertoscippa</p>
<p>Roberto Scippa su Myspace:<br />
http://www.myspace.com/ robertoscippa</p>
<p>Ufficio stampa Synpress44:</p>
<p>http://www.synpress44.com</p>
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		<title>Megafaun e Ronin live a Ravenna</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/megafaun-e-ronin-live-a-ravenna/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 21:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 9 febbraio 2012 – Ore 21.30
Live: Megafaun + Ronin
&#160;
Tornano in Italia e naturalmente al Bronson i Megafaun (dopo l’indimenticabile concerto all’Hana-Bi di Marina di Ravenna di un paio d’anni fa), che con il loro perfetto e sapiente mix di country, folk e rock rappresentano come pochi altri artisti statunitensi lo stile che prende il nome di “Americana”. La band, proveniente da Chippewa Falls, Wisconsin, dei fratelli Brad e Phil Cook e del loro amico Joe Westerlund, è nata dalle ceneri dei DeYarmond Edison, gruppo in cui militava Justin Vernon, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Giovedì 9 febbraio 2012 – Ore 21.30</span></strong></span></p>
<p>Live: Megafaun + Ronin</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tornano in Italia e naturalmente al Bronson i Megafaun (dopo l’indimenticabile concerto all’Hana-Bi di Marina di Ravenna di un paio d’anni fa), che con il loro perfetto e sapiente mix di country, folk e rock rappresentano come pochi altri artisti statunitensi lo stile che prende il nome di “Americana”. La band, proveniente da Chippewa Falls, Wisconsin, dei fratelli Brad e Phil Cook e del loro amico Joe Westerlund, è nata dalle ceneri dei DeYarmond Edison, gruppo in cui militava Justin Vernon, star del nuovo rock americano nota con il moniker Bon Iver. Ora i Megafaun hanno appena pubblicato il terzo album, “Megafaun”, per la Crammed Discs e l&#8217;attesa per il nuovo tour – dopo che il trio ha suonato su e giù per gli States e nel resto del mondo insieme a Akron/Family, the Mountain Goats e Bowerbirds – è alta, visto il successo delle ultime apparizioni in Europa del trio del Wisconsin.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La band si è formata nel 2006, dopo l&#8217;uscita di Bon Iver dai DeYarmond Edison, e ha pubblicato l&#8217;esordio “Bury the Square” nel 2008, a cui è seguito nel 2009 “Gather, Form &amp; Fly”, album capace di portare grande fama al gruppo. Nel 2010 hanno pubblicato l&#8217;Ep “Heretofore”. La musica dei Megafaun è un&#8217;enciclopedia degli ultimi quaranta anni di storia americana, con influenze che muovono dal folk di Crosby, Stills and Nash, al country blues di Bob Dylan, fino alle moderne incursioni nell&#8217;Americana degli Wilco, la poesia bucolica di Bon Iver e la psichedelia chitarristica di Sleepy Sun e Pontiak.</p>
<p>I Megafaun sono evidentemente una band cresciuta in modo esponenziale album dopo album, capace di musica genuina e solare, come dimostra il loro nuovo omonimo album.</p>
<p><a href="http://megafaun.com/" target="_blank">http://megafaun.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RONIN – PRESENTAZIONE NUOVO ALBUM, “FENICE”</p>
<p>Una “Fenice” che rinasce dalle proprie ceneri, perché a due anni di distanza da “L&#8217;Ultimo Re” è proprio quello l&#8217;effetto invocato dai Ronin, rinnovati strutturalmente e nelle intenzioni. Se il tenutario della sigla Bruno Dorella si staglia ancora una volta a fondamenta del nuovo disco, che il giusto tributo sia pagato agli altri cospiratori che chiudono ufficialmente il quartetto. Musicisti di comprovato talento ed esperienza internazionale, come Nicola Ratti – all&#8217;altra sei corde – l&#8217;anima più sperimentale della band, che può già vantare un’invidiabile discografia solista con album pubblicati per prestigiosi marchi europei quali Anticipate Recordings (del gruppo Kompakt) o l&#8217;italianissima Die Schachtel. Specialista in escursioni ambient – drone si dedica in “Fenice” a tinteggiare con pennellate decise i brani originali. Il trittico iniziale del disco – “Spade”, “Benevento”, “Selce” – è una pura carrellata country – psichedelica, quasi un Ry Cooder intento a sonorizzare il capolavoro di Jodorowski “El Topo”. Si affaccia poi la sezione ritmica – in parte rinnovata – costituita da Chet Martino al basso (Quasiviri) e dal nuovo ingresso alla batteria di Paolo Mongardi, figura eclettica del nostro panorama musicale avendo spaziato dalla psichedelia dei Jennifer Gentle alla dirompente matematica di Zeus!, attraverso il pop d&#8217;autore de Il Genio. E le altalene di “Jambiya” sono già il primo ideale punto di rottura del disco. Sembrano stridere le corde di Sir Richard Bishop e dei suoi Sun City Girls (ma anche quelle mistiche di Trey Spruance coi Secret Chiefs 3) in questa danza western, che si impenna in uno spietato jazz noir morriconiano – via downtown newyorkese – grazie al piano di Enrico Gabrielli. Sfioriamo una quiete ideale con le corde di “Fenice”, dove il violino di Nicola Manzan (Bologna Violenta) assume toni descrittivi e malinconici. È il preludio al trasversale omaggio a un crooner per eccellenza come Frank Sinatra. Lo spleen di “It Was A Very Good Year” – del paroliere e arrangiatore Ervin Drake – è una sorta di giro di boa, unico brano cantato del disco, interpretato magistralmente dalla cantautrice da “esportazione” Emma Tricca, un contrappasso quasi lynchiano scandito da corde mistiche e dall&#8217;organetto dal sapore vintage di Umberto Dorella (padre di Bruno). Si swinga in “Gentlemen Only” e si sceglie la via del ricamo elettro-acustico su fondali drone nella sospirata apertura di “Nord”, tanto per dire della statura artistica di un gruppo capace di spiazzare anche il più maniacale musicofilo. Quando “Conjure Men” ci indica la via d&#8217;uscita, come speziato titolo di coda, in cuor nostro c&#8217;è la certezza di assistere ad una replica dello spettacolo. I fiati di Gabrielli (flauto e sax), Raffaele Kohler (tromba) e Luciano Macchia (trombone) sono l&#8217;orchestrazione più nobile per un finale ad effetto, epilogo di una carrellata trionfale.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/ronintheband" target="_blank">www.myspace.com/ronintheband</a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ingresso 12 euro alla porta, 10 euro in prevendita sul circuito Vivaticket</strong></p>
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		<title>A Classic Education in concerto a Ravenna</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/a-classic-education-in-concerto-a-ravenna/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 20:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 11 febbraio 2012 – Ore 21.30
Live: A Classic Education
+ Lava Lava Love
&#160;
Sebbene “Call It Blazing” sia il primo LP ufficiale degli A Classic Education, il disco è immediatamente riconoscibile come parte della grande tradizione del primo rock and roll, ricco di leggende, miti e storia. Gli A Classic Education hanno scritto l&#8217;album a Bologna, città in cui vivono, assimilando gli scatti vintage di Danny Lyon, Diane Arbus, Wlliam Gedney e Mario Giacomelli. Roventi fotografie oniriche di bikers, strade e sozzure, della gang dei Chicago Outlaws e di giovani bardati ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/classic-education_1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14390" title="classic-education_1" src="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/classic-education_1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Sabato 11 febbraio 2012 – Ore 21.30</span></strong></span></p>
<p>Live: A Classic Education</p>
<p>+ Lava Lava Love</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sebbene “Call It Blazing” sia il primo LP ufficiale degli A Classic Education, il disco è immediatamente riconoscibile come parte della grande tradizione del primo rock and roll, ricco di leggende, miti e storia. Gli A Classic Education hanno scritto l&#8217;album a Bologna, città in cui vivono, assimilando gli scatti vintage di Danny Lyon, Diane Arbus, Wlliam Gedney e Mario Giacomelli. Roventi fotografie oniriche di bikers, strade e sozzure, della gang dei Chicago Outlaws e di giovani bardati di cuoio: tutte impressioni che emergono da un passato ormai molto lontano. La sovrapposizione di queste immagini sgranate con le strade medievali di Bologna e i suoi tetti rosso fuoco, hanno plasmato “Call It Blazing” – un ritratto candidamente moderno di un periodo dimenticato della musica pop, dove si mescolano chitarre sognanti, scintillanti melodie sixties, stridori post-punk e canzoni della prima era del rock and roll. Il tutto filtrato da un&#8217;inconfondibile sensibilità pop europea. Sono 12 canzoni che esplorano il senso di malizia e di abbandono, disillusione e voglia di fuga, pervase dal desiderio di non piegarsi a nessuna regola: un insieme di idee moderne ma sospese nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli A Classic Education combinano insieme il nervo dei Velvet Underground del periodo Loaded con la purezza di Roy Orbison e le chitarre cristalline dei Go-Betweens, di Johnny Marr e dei Verlaines, per creare un suono travolgente e fedele a sé stesso come nessun altro. «Mi trovavo in una libreria di Bologna quando mi sono accorto che il libro <em>The Bikeriders</em> del fotografo Danny Lyon era lì sullo scaffale e mi fissava», racconta il cantante Jonathan Clancy. «L&#8217;ho subito preso in mano e portato a casa, lì mi sono lasciato andare giù, in quell&#8217;universo di bianco e nero e in quelle strade, con il sudore che mi bagnava i palmi della mano e le storie che prendevano vita nella mia testa. Mi sono sentito a mio agio perdendomi in quel mondo di polvere e abbandono, e così le canzoni sono venute fuori subito».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli A Classic Education, ossia il canadese Jonathan Clancy e la gang di Luca Mazzieri, Paul Pieretto, Giulia Mazza e Federico Oppi, hanno deciso di registrare “Call It Blazing” a Brooklyn, New York, negli studi Rear House di Jarvis Taveniere (Woods, Vivian Girls, Real Estate, Widowspeak, Ganglians). Taveniere e la band hanno forgiato il suono unico dell&#8217;album utilizzando un metodo classico: registrazione su bobina analogica, i musicisti stipati in una vecchia cucina dal pavimento di legno, con l’aggiunta poi in un secondo momento delle partiture di organi e cori, gli strati di archi e theremin, suonati dall&#8217;amico Stefano Roveda. La traccia finale “Night Owl” è invece stata registrata a Philadelphia durante le session per l’acclamato format video musicale Shaking Through da Brian McTear and Jon Low.</p>
<p>“Call It Blazing” è il debutto della band sulla lunga distanza e arriva sulla scia del successo ottenuto dagli EP e i singoli che hanno portato gli A Classic Education gli elogi dei maggiori magazine, webzine, blog esteri e italiani come Pitchfork, Gorilla Vs Bear, Nylon Mag, The Fader, Brooklyn Vegan, MBV, Polaroid, Rolling Stone, Rockit, Rumore, Blow Up e ad essere scelti da SPIN come una delle band rivelazione dello scorso South By South West, il mega festival di Austin, Texas. La band negli ultimi due anni ha suonato in giro per il mondo con oltre 100 date tra Uk, Stati Uniti e Canada, dividendo il palco con band affini come Wolf Parade, Real Estate, Crystal Stilts, The Fresh &amp; Onlys, British Sea Power e Arcade Fire, fino a esibirsi in festival importanti come Primavera Sound, SXSW, Indietracks e CMJ.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2011 la band ha completato il suo primo intero tour tra Stati Uniti e Canada di oltre 30 date di supporto ai British Sea Power (Rough Trade). Un critico ha sottolineato come gli ACE «sembrino dei punk europei usciti da uno dei primi film di Pedro Almodovar, con un sound che unisce i Galaxie 500 ai The Shins con in più un pizzico di rock and roll anni &#8217;50. Roba buona».</p>
<p>“Call It Blazing” è uscito il 25 ottobre in tutto il mondo per Lefse, in Giappone per Moor Works e in Italia per La Tempesta International. L&#8217;edizione in vinile sarà a cura della Tannen Records.</p>
<p><a href="http://www.aclassiceducation.com/" target="_blank">www.aclassiceducation.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LAVA LAVA LOVE</p>
<p>I Lava Lava Love nascono nell’estate 2010  grazie a un eccesso di creatività di Vittorio Pozzato (tastiera/chitarra/voce di Fake P, Canadians e House Of All) e Massimo Fiorio (già bassista nei Canadians) al quale presto si uniscono Florencia Di Stefano alla voce e Oliviero Farneti (Pilar Ternera, Fake P e Spagetti Bolonnaise) al basso. Grazie all’aiuto del produttore artistico Matteo Cantaluppi, nel novembre del 2010 danno alla luce il primo EP “Their First Extended Play”: il progetto, fino a quel punto considerato un semplice divertissement, comincia a ricevere consensi ed è qui che i Lava Lava Love capiscono che è ora di fare sul serio. Nel 2011, dopo aver debuttato con i primi live, si dedicano alla registrazione di “A Bunch Of Love Songs And Zombies”, il nuovo disco pubblicato a settembre dello stesso anno da The Prisoner Records e Audioglobe.</p>
<p>Ora, mentre la band è impegnata in tour per l’Italia (grazie anche all’inserimento alla batteria di Andrea Sbrogiò), anche MTV New Generation propone “Your Lite“, il nuovo videoclip estratto da “A Bunch Of Love Songs And Zombies”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ingresso 10 euro</strong></p>
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		<title>Intervista con Sam Genders</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Dietro a Diagrams, con la sua passione notevole per la ‘matematica’, l’elettronica e per le strutture complesse di dati, si nasconde Sam Genders (co-frontman dei Tunng), che debutta con il suo progetto solista con questo Black Light. Noi lo abbiamo raggiunto via mail per uno scambio veloce di domande e risposte (la versione inglese è in coda)
Ciao Sam, come descriveresti le tue canzoni e le influenze nella tua musica alle persone che non ti conoscono musicalmente?
Direi che è alternative pop. Io sono influenzato dall&#8217;elettronica, la musica dance, folk e il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-14255" title="Diagrams_Black Light 02" src="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/Diagrams_Black-Light-02-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" />Dietro a Diagrams, con la sua passione notevole per la ‘matematica’, l’elettronica e per le strutture complesse di dati, si nasconde Sam Genders (co-frontman dei Tunng), che debutta con il suo progetto solista con questo Black Light. Noi lo abbiamo raggiunto via mail per uno scambio veloce di domande e risposte (la versione inglese è in coda)</p>
<p>Ciao Sam, come descriveresti le tue canzoni e le influenze nella tua musica alle persone che non ti conoscono musicalmente?</p>
<p><em>Direi che è alternative pop. Io sono influenzato dall&#8217;elettronica, la musica dance, folk e il pop classico così come i Beatles.</em></p>
<p>L&#8217;artwork del tuo ultimo disco è parecchio particolare. Ci puoi dire come è nato?</p>
<p><em>Ho conosciuto un&#8217;artista fantastica, che si chiama Chrissie Abbott, che si occupa di ogni forma d&#8217;arte. La sua mistura di immaginario scientifico e naturale è molto vicino a quello che ho in mente ed è per questo che ho adorato il suo lavoro.<span id="more-14254"></span></em></p>
<p>Hai lasciato i Tunng per per lavorare sia con altre band che come insegnante di scuola per 3 anni: cosa ti ha portato a lasciare la band e soprattutto a insegnare?</p>
<p><em>All&#8217;inizio ho preso il lavoro di insegnante (ero un assistente didattico) per guadagnare un po &#8216;di soldi per l&#8217;affitto tra concerti. Ma davvero avuto un grande impatto su di me &#8230; Ho trovato molto stimolante e mi sentivo che se avessi potuto ottenere molto, sarebbe una cosa davvero buona per me. Sembrava il momento giusto per lasciare la band e dopo che ho fatto ho continuato a lavorare nella scuola. Mi ha aiutato a trovare una fiducia che non avevo prima.</em></p>
<p>L&#8217;immaginario nelle canzoni di Black Light sarà immediatamente riconoscibile per i fan dei Tunng. Dove trovi l&#8217;ispirazione per la scrittura?</p>
<p><em>Sono ispirato dalla natura, scienza e psicologia e anche per le cose banali di tutti i giorni che ci circondano. Scrivo in un grande flusso di coscienza modo per cominciare e poi tornare indietro e modificare le cose in seguito. E &#8216;abbastanza raro che io iniziano con un determinato argomento. Di solito questo avviene durante il processo.</em></p>
<p>Come sono state le tue sensazioni per la creazione di questo nuovo album?</p>
<p><em> Penso che ci sia un tono molto più positivo e ottimista per i testi e la musica che è in parte da me essere una persona più positiva.</em></p>
<p>Penso che il tuo lavoro sia molto interessante: una parte di questo suona come se fossero i Kings of Convenience incidentati con gli Hot Chip. Qual è la traccia che ti piace di più e perché? (Mi dispiace, so che è una domanda difficile)</p>
<p><em>Grazie! Io non sono sicuro di avere un favorito, ma mi piace Peninsula. Penso che mi piace perché è in parte folk, in parte pop per cominciare e poi finisce con questo grande dance-prog che termina con un 4/4 beat e un assolo di Moog!</em></p>
<p>Che cosa può aspettarsi la gente  da una performance live dei Diagrams nel 2012 e cosa aspettate di più per quest&#8217;anno?</p>
<p><em>&#8220;Saremo in tour in 8 con una sezione fiati. Lo spettacolo dal vivo prevede un po &#8216;meno elettronica e più chitarra. Andremo là in giro per avere un sacco di divertimento e spero che sarà così anche per il pubblico. &#8220;</em></p>
<p>C&#8217;è qualche artista con cui desideri collaborare?</p>
<p><em> &#8220;Molti! Mi piace collaborare scrivendo per altri artisti e speriamo di poterlo fare di più in futuro. Mi piacerebbe lavorare con Kieren Hebden o John Hopkins per una traccia. E mi piacerebbe scrivere con Lykke Li o di Fever Ray.</em></p>
<p>Quanto sono importanti i social network per promuovere la band e ep e quando ci si connette con i fan?</p>
<p><em>&#8220;Sembrano essere molto importanti. Non c&#8217;è molta interazione su un sito web standard, ma su facebook, ad esempio, posso inviare informazioni sui concerti e le news e subito ottenere le risposte dai fan. Anche e forse più importante, i fan possono comunicare tra loro. In questo modo ci si sente come se ci fosse il collegamento un po &#8216;più di quanto fosse possibile in passato. Io non sono una persona molto portata a facebook, ma sembra aiutare davvero diffondere la parola.</em> &#8221;<br />
Come membro dei Tunng: avete pubblicato un disco live dalla BBC. Quanto è importante la riproduzione di un &#8220;live&#8221; per la BBC per un gruppo inglese? E come è il tuo rapporto verso la BBC e gli altri mezzi di comunicazione nel Regno Unito?</p>
<p><em>&#8220;E &#8216;sempre speciale suonare una sessione BBC. La BBC è una famosa istituzione &#8211; è qualcosa che sai dai tuoi primi anni. E ha sempre gestito le sessioni così bene che suonarci è un&#8217;esperienza molto piacevole. C&#8217;è un vero e proprio sentimento che la BBC sta cercando di sostenere la musica nuova. Radio di musica in generale è molto diversificata nel Regno Unito. Sarebbe bello vedere più musica alternativa in TV. &#8220;</em></p>
<ol start="1">
<li><strong>&lt;How would you describe your songs and influences to people who have not heard your music before?      “I’d say it’s alternative pop. I’m influenced by electronica, dance music, folk and classic pop such as The Beatles.”</strong></li>
</ol>
<ol start="2">
<li><strong>The cd artwork is pretty particular: where did that come from?     “I found a wonderful artist called Chrissie Abbott and she’s done all the art so far. Her mixture of natural and scientific imagery is very close to what’s going on in my head so I loved her work straight away.”</strong></li>
</ol>
<ol start="3">
<li><strong>You left Tunng to work for other bands and as a teacher in an inner city primary school for 3 years, what led to the decision to leave Tunng and why did you decide to teach?      “Initially I took the teaching job (I was a teaching assistant) to earn a bit of rent money between gigs. However it really had a big impact on me&#8230; I found it very challenging and I felt that if I could get the hang of it, it would be a really good thing for me. It felt like the right time to leave the band and after I did I continued working in the school. It helped me to find a confidence that I didn’t have beforehand.”</strong></li>
</ol>
<ol start="4">
<li><strong>The lyrical imagery of Black Light will be instantly recognisable to fans of Tunng. Where do you find inspiration for your songwriting?    “I’m inspired by nature, science and pyschology and also by the mundane everyday things that surround us. I write in a very stream of consciousness way to begin with and then go back and edit things later. It’s quite rare that I begin with a certain subject. Usually that comes during the process.”</strong></li>
</ol>
<ol start="5">
<li><strong>How have your experiences shaped the creation of this new album?  “I think so. I think there’s a much more positive and upbeat tone to the lyrics and music that is partly down to me being a more positive person.”</strong></li>
</ol>
<ol start="6">
<li><strong>I think that your work is very interesting: some part of this sounds like if King of convenience turn into Hot Chip. Which are the track that you like the most and why? (sorry, I know that it’s a difficult question) “Thankyou! I’m not sure I have a favourite but I do like Peninsula. I think I enjoy it because it’s part folk, part pop to begin with and then ends up with this big dance-prog ending with a 4/4 beat and a moog solo!”</strong></li>
</ol>
<ol start="7">
<li><strong>What can people expect from a live Diagrams performance in 2012 and what are you most looking forward to this year? “ We’ll be touring as an 8 piece with a brass section. The live show is slightly less electronic and more guitar driven. We’ll be going out there to have lots of fun so hopefully that will come across to the audiences.”</strong></li>
</ol>
<ol start="8">
<li><strong>Are there any artist with whom you want to collaborate?    “Loads!. I love co writing for other artists and hope to do more of that in the future. I’d love to work with Kieren Hebden or John Hopkins on a track. And I’d love to write with Lykke Li or Fever Ray.</strong></li>
</ol>
<ol start="9">
<li><strong>How important are the social networks to you when promoting the band and ep and when you connect with fans?    “They seem to be quite important. There’s not much interaction on a standard website but on facebook, say, I can post information about gigs and news and straight away get replies from fans. Also and possibly more importantly fans can talk to each other. In that way it feels like there’s a bit more connection than was possible in the past. I’m not a massive facebook person myself but it seems to really help spread the word.”</strong></li>
<li><strong>As a Tunng member: you released a bbc live’s record. How is important playing a “live “ for bbc for an english group? And how is your relationship towards BBC and the others media in UK?     “ It always feels special to play a BBC session. The BBC is such a famous institution &#8211; you know about it from your earliest years. And they always run their sessions so well that playing there is a very enjoyable experience. There’s a real feeling that the BBC is trying to support new music.  Music radio in general is very diverse in the uk. It would be great to see more alternative music on TV.”</strong></li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		<title>Black Keys live in Milano</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/black-keys-live-in-milano/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 19:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Live]]></category>

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		<description><![CDATA[In cosa consiste fare la differenza, ora, nel rock? Possiamo dire che non c&#8217;è bisogno di essere innovativi per essere geniali, specie dopo il trionfale concerto dei Black Keys di Milano lunedì’ sera. Il duo rock americano che anche live conferma di essere all’altezza delle righe di inchiostro intrise di complimenti che si stanno sprecando sul loro ultimo lavoro, El Camino, Due onesti lavoratori della musica: capaci,diretti ed essenziali come spesso il rock oggi non è.
Poco le 21.30 Dan e Patrick salgono sul palco sold out dell’Alcatraz, dopo il set ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="BK" src="https://fbcdn-sphotos-a.akamaihd.net/hphotos-ak-snc7/s320x320/431729_10150530724258030_54638123029_9276860_2014981486_n.jpg" alt="" width="257" height="320" />In cosa consiste fare la differenza, ora, nel rock? Possiamo dire che non c&#8217;è bisogno di essere innovativi per essere geniali, specie dopo il trionfale concerto dei Black Keys di Milano lunedì’ sera. Il duo rock americano che anche live conferma di essere all’altezza delle righe di inchiostro intrise di complimenti che si stanno sprecando sul loro ultimo lavoro, El Camino, Due onesti lavoratori della musica: capaci,diretti ed essenziali come spesso il rock oggi non è.<br />
Poco le 21.30 Dan e Patrick salgono sul palco sold out dell’Alcatraz, dopo il set del gruppo spalla Portugal The Man. Il cantante e chitarrista hanno dietro di loro, defilati, i due turnisti al basso e alla tastiera. Parte il primo pezzo in scaletta, la funkeggiante “Howlin’ for you” ma la voce di Dan Auerbach non si scalderà purtroppo fino a metà set. Questo non sembra fermare l’entusiasmo dell’eterogeneo pubblico presente, da ventenni che probabilmente li hanno scoperti con la hit radiofonica “Lonely boy” che verrà suonata proprio in chiusura del set regolare quando il pubblico balla e si diverte anche in contrapposizione ai pezzi che l’hanno appena preceduta, come “Ten cent pistol”, ballata soul lunga e ammaliante, che ci mostra come anche le trovate sceniche sono basiche ma efficaci: verso la fine il pezzo le luci sul palco si spengono per diversi secondi, per poi ripartire all’improvviso sul finale. In fondo un po’ il paradigma della band, in tutto questo: i Black Keys riescono a rendere anche le cose semplici e banali emozionanti.<br />
Ma nella folla c’erano anche alcuni rocker italiani e tanti addetti ai lavori, presenti e pronti quasi a carpire e capire il fenomeno del momento, che non è un fuoco di paglia ma il frutto di lungo lavoro e passione per la musica. Ventun pezzi suonati, quasi tutti dall’ultimo album e dal precedente “Brother”, e alla fine le luci si spengono prima delle 23.30, ma i Black Keys dovrebbero tornare nel nostro paese ad agosto, anche perché l’anno scorso furono costretti a cancellare il loro tour europeo. Nel frattempo sono attesi in primavera come headliner del festival indipendente americano Coachella «Dopo sei partecipazioni da spalla ora suoniamo per ultimi: nel frattempo i nostri show sono sempre più pieni di pubblico, è una fortuna incredibile ma in dieci anni di carriera crediamo di essercela meritata. E se qualcuno storcerà il naso per il nostro successo, non ce ne importerà nulla» aveva dichiarato il batterista Carney. E a sentire ieri sera il live, al di là dei tormentoni radiofonici, la band si merita in pieno questo momento.</p>
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		<title>CANCER BATS : ad Aprile per due date in Italia!</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/cancer-bats-ad-aprile-per-due-date-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 13:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad Aprile torneranno a farci visita i nostri amati CANCER BATS! La band canadese, fresca di nuovo album, sarà in Italia per due date per dimostrare ancora una volta tutto il loro valore, sprigionando la solita furia e potenza che in sede live li contraddistingue da tanti loro colleghi. Non mancate assolutamente, non ve ne pentirete!
Di seguito i dettagli delle date:
CANCER BATS
27.04.12 &#8211; Honky Tonky Club, Seregno (MB)
28.04.12 &#8211; Init Club, Roma
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Aprile torneranno a farci visita i nostri amati CANCER BATS! La band canadese, fresca di nuovo album, sarà in Italia per due date per dimostrare ancora una volta tutto il loro valore, sprigionando la solita furia e potenza che in sede live li contraddistingue da tanti loro colleghi. Non mancate assolutamente, non ve ne pentirete!</p>
<p>Di seguito i dettagli delle date:</p>
<p>CANCER BATS</p>
<p>27.04.12 &#8211; Honky Tonky Club, Seregno (MB)</p>
<p>28.04.12 &#8211; Init Club, Roma</p>
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		<title>LOSTPROPHETS: nuovo disco e data italiana!</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/lostprophets-nuovo-disco-e-data-italiana/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[LOSTPROPHETS:


nuovo album e data italiana!
Mercoledì 15 Febbraio
Bologna, Estragon
LOSTPROPHETS, la crossover band inglese di fine anni ‘90, torna sulla scena
con un nuovo album intitolato “Weapons” in uscita i primi giorni di aprile. La
giovane formazione ha già programmato il tour europeo che farà tappa in Italia
per un’unica data a Bologna.
Biglietti disponibili sul circuito TicketOne http://www.ticketone.it.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/image35.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14373" title="image" src="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/image35-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a>LOSTPROPHETS:</p>
<div>
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<div><strong>nuovo album e data italiana!</strong></div>
<div><strong>Mercoledì 15 Febbraio</strong></div>
<div><strong>Bologna, Estragon</strong></div>
<div><strong>LOSTPROPHETS</strong>, la crossover band inglese di fine anni ‘90, torna sulla scena</div>
<div>con un nuovo album intitolato <strong>“Weapons” </strong>in uscita i primi giorni di aprile. La</div>
<div>giovane formazione ha già programmato il tour europeo che farà tappa in Italia</div>
<div>per un’unica data a Bologna.</div>
<div>Biglietti disponibili sul circuito TicketOne <span style="color: #000080; font-family: Times;"><a href="http://www.ticketone.it/" target="_blank">http://www.ticketone.it</a></span>.</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DE LA SOUL’S PLUG 1 &amp; PLUG 2 present&#8230;</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/03/de-la-souls-plug-1-plug-2-present/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indienation]]></category>

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		<description><![CDATA[
SINGOLO DI DEBUTTO
MUST B THE MUSIC

ALBUM
FIRST SERVE
IN USCITA IL 3 APRILE 2012
&#160;
“E’ funky, è hip-hop, è disco ed è semplicemente un  classico”
&#160;
Questo vien da dire quando si parla di De La Soul’s Plug 1 &#38; Plug 2 present ‘First Serve’; un gruppo hip-hop dinamico che si muove intorno a un album che è un concept ma potrebbe essere anche la colonna sonora di un film non ancora girato oppure  una favola dei nostri giorni.
&#160;
&#160;
‘First Serve’ vuol dire tante cose ma semplificando è la storia di due ragazzi del Queens/New York ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/FS_LP_FINAL.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14137" title="FS_LP_FINAL" src="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/FS_LP_FINAL-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p align="center">SINGOLO DI DEBUTTO</p>
<p align="center"><strong>MUST B THE MUSIC</strong></p>
<p align="center">
<p align="center">ALBUM</p>
<p align="center"><strong>FIRST SERVE</strong></p>
<p align="center">IN USCITA IL 3 APRILE 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“E’ funky, è hip-hop, è disco ed è semplicemente un  classico”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo vien da dire quando si parla di <strong>De La Soul’s Plug 1 &amp; Plug 2 present ‘First Serve’</strong>; un gruppo hip-hop dinamico che si muove intorno a un album che è un concept ma potrebbe essere anche la colonna sonora di un film non ancora girato oppure  una favola dei nostri giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>‘<strong>First Serve’</strong> vuol dire tante cose ma semplificando è la storia di due ragazzi del Queens/New York con grandi sogni e grandi rime. Due amici di scuola, <strong>Deen Whitter (aka Plug 2 / Dave)</strong> e <strong>Jacob ‘Pop Life’ Barrow (aka Plug 1/ Pos)</strong>, diversi tra loro ma proprio per questo complementari in tutto quello che fanno.</p>
<p>Il oro nome “First Serve” viene dal loro motto “First come, First Serve, get what you deserve.” (chi prima arriva meglio si accomoda e prende quello che gli spetta).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per anni nel caos a produrre demo e mixtapes nello scantinato della madre di Deen, si fanno sentire da un ex spacciatore di cocaina poi ben ripulito, tale Ken Du, che diventa il loro manager e inizia a far girare la loro musica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima puntata della loro storia partirà dalla release a marzo 2012 del primo singolo <strong>Must B The Music’</strong>p ‘.</p>
<p>Brano upbeat fresco e scherzoso che riesce a bilanciare bene un suono moderno con un certo feeling old school che va dall’Hip Hop anni 70 fino agli anni 90 e oltre. Al singolo si aggiungono una serie di remix di Zed Bias, Yuksek e Mr Chop (tra gli altri) a dimostrare l’ampio spettro musicale di questo progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’album è stato prodotto dal famoso team francese <strong>2 &amp; 4 (aka Chokolate &amp; Khalid). </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il concept parte con il sogno di registrare un album hip-hop live. Per fare questo inizia una specie di cordata dove i leggendari De la Soul diventano gli alter ego di Deen e Jacop in una realtà “alternata”. I 4 insieme decidono di raccontare la loro favola hip-hop a Parigi. Il risultato è un viaggio hip-hop esilerante dove ogni cosa che accade assume iper-colori  e si sviluppa in  mondi animati.Le canzoni seguono la storia dei nostri finti eroi dal momento del loro esordio fino al loro scioglimento  (<strong>Clash Symphony</strong>). Non può mancare una Reunion che troviamo nell’irresistibile canzone che ha per titolo ‘<strong>Tennis</strong>’ e un lieto fine in  <strong>&#8216;Move ‘Em In, Move ‘Em Out </strong>in cui Deen e Jacob si ritrovano legati l’uno all’altro non da un contratto ma da una stretta di mano. Un messaggio dal quale tutti possiamo trarre insegnamento.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Live report: The Hacienda!</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/02/live-report-the-hacienda/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 22:32:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>G.M.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Live]]></category>
		<category><![CDATA[1 AM]]></category>
		<category><![CDATA[B-Side]]></category>
		<category><![CDATA[Black Candy Records]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Nirta]]></category>
		<category><![CDATA[Here in the sand]]></category>
		<category><![CDATA[The Hacienda]]></category>
		<category><![CDATA[Weman]]></category>
		<category><![CDATA[You Might Be Wrong]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lo scorso 13 gennaio, presso il B-Side di Cosenza,  ho avuto la piacevole sensazione di scoprire che lo scenario Britrock, in Italia, non è assolutamente morto, anzi! Ho avuto la piacevole scoperta di trovare un gruppo di miei (quasi) coetanei, una band britrock nata proprio negli anni della seconda giovinezza di questo filone musicale (metà anni 2000!), ma soprattutto una band che ha assorbito il meglio della perfida Albione proprio come una spugna asciutta sull&#8217;acqua.
Signori e signore il nome di questa band è, per chi ancora non lo conoscesse o ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/The-Hacienda.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-14310" src="http://www.radionation.it/wp-content/uploads/The-Hacienda-1024x768.jpg" alt="" width="562" height="422" /></a></p>
<p><strong>L</strong>o scorso 13 gennaio, presso il B-Side di Cosenza,  ho avuto la piacevole sensazione di scoprire che lo scenario Britrock, in Italia, non è assolutamente morto, anzi! Ho avuto la piacevole scoperta di trovare un gruppo di miei (quasi) coetanei, una band britrock nata proprio negli anni della seconda giovinezza di questo filone musicale (metà anni 2000!), ma soprattutto una band che ha assorbito il meglio della perfida Albione proprio come una spugna asciutta sull&#8217;acqua.<br />
Signori e signore il nome di questa band è, per chi ancora non lo conoscesse o non lo avesse capito, <strong>The Hacienda</strong>!<br />
Il venerdì, sopra citato, ho avuto l&#8217;occasione di assistere per la prima volta ad un loro live show; prima di allora avevo sentito parlar bene di loro, &#8220;hanno aperto ai Beady Eye, ai Kasabian ecc..&#8221;, ho ascoltato le tracce del loro album, <strong>Picking pennies off the floor</strong> (<em>Black Candy Records 2011</em>), ma mai ascoltati live. Prima del loro show, ho avuto modo di intervistarli o, meglio, di far due chiacchiere con loro.<br />
Ascoltando le loro canzoni ho avuto la sensazione di trovarmi davanti un mix tra Arctic Monkeys, Corals e ovviamente chiedo le loro influenze: Oasis, la musica inglese dei &#8217;60s, le nuove leve dei primi anni 2000, ma ancora tanto altro.<br />
Passiamo a parlare delle loro esperienze su i grandi palchi, quelle divisi con i Beady Eye, i Kasabian, tra gli altri: ovviamente una grande, grandissima esperienza e tanta emozione.<br />
Negli anni hanno avuto anche occasione di fare un tour nel Regno Unito, dove l&#8217;approccio del pubblico era differente da quello italiano; anche la gente era di età più grande, gente che aveva magari visto e vissuto concerti e band di cui, noi giovani, apprendiamo dalle varie fonti a nostra disposizione. Proprio in uno di questi live, si trovava ad ascoltarli<em> Andy Rourke</em> degli Smiths, che successivamente li ha invitati e intervistati per ALL FM Radio.<br />
Appassionati dalle esperienze di questa terra, mi confidano il progetto di trasferirvisi almeno per un anno, nello specifico, a Chorlton, nei pressi di Manchester. Tra i progetti futuri anche la ristampa in vinile di uno dei loro lavori, con l&#8217;aggiunta di una cover soul, e successivamente un tour con i <strong>Weeman</strong> di Carlo Pastore.<br />
La chiacchierata è lunga, specialmente perchè sono un fan del britrock in mezzo ad altrettanti fan(!), ma ad un certo punto dobbiamo fermarci: devono prepararsi per salire sul palco.<br />
Un&#8217;ultima domanda: cosa ascoltano gli Hacienda ultimamente o un disco consigliato?! La risposta: <em>Balck Keys, El Camino</em>!<br />
Passiamo ora al live, che anticipa il djset del poliedrico e &#8220;flanelloso&#8221; <strong>Fabio Nirta</strong> e su cui tornerò a parlare tra poco.<br />
Scambio di complimenti tra l&#8217;organizzatore e il gruppo, legati da una passione per il Wrestling, il gruppo inizia carico con <em>You Might Be Wrong, </em>prima traccia del loro album.<br />
Professionali, precisi, carichi, impeccabili e a tratti trascinatori; dico a tratti perchè alternano canzoni più rock a canzoni più pop, accompagnate, anziche dalle distorsioni delle chitarre elettriche, da chitarra acustica e a volte, anzichè la tastiera, una diamonica!<br />
Impeccabili anche i fonici, ormai esperti, del B-Side di Cosenza.<br />
A metà scaletta <em>1 AM</em>, uno dei pezzi più conosciuti della band e sicuramente uno dei pezzi con cui difficilmente riesci a stare totalmente fermo: io stesso, nonostante fossi intento a &#8220;gustarmi&#8221; il live, avevo difficoltà a tener fermo il piedino e le braccia che cercavano di seguire a tratti il movimento di quelle del batterista a tratti quello delle chitarre!<br />
L&#8217;elemento caratterizzante, sicuramente, di questa band è l&#8217;uso dei cori, precisi, mai invadenti e ben azzeccati, che non stonano mai e che sono presenti in tutte le loro canzoni.<br />
A testimonianza delle loro capacità, la richiesta di organizzatore e pubblico di fare un bis: la voglia era quella di riascoltare l&#8217;intera scaletta, la possibilità è stata quella del bis di tre brani. Spicca, tra le 16 canzoni della scaletta, <em>Here in the sand</em>, brano accompagnato dalle linee melodiche della chitarra acustica e vicina al sound dei Verve di Mr Ashcroft.<br />
Se dovessi dare un voto a questo live sicuramente sarebbe un bell&#8217;8!<br />
A fine live faccio i complimenti ad ognuno di loro per la propria prestazione e ci salutiamo con l&#8217;augurio di rivederci ad uno dei prossimi live!</p>
<p>Come anticipato, una piccola nota sull&#8217;organizzazione: scambiando due chiacchiere con l&#8217;organizzatore dell&#8217;evento, Fabio Nirta, mi accorgo e mi racconta di quanto sia difficile organizzare qualcosa di simile in un contesto dove sei l&#8217;unico a muoversi e a darsi da fare per offrire al pubblico varietà e qualità di artisti: un grande grandissimo applauso a chi lavora seriamente per il nostro, di tutti, intrettenimento!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Scaletta:</strong></p>
<ol>
<li><em>You might be wrong</em></li>
<li><em>Little boy</em></li>
<li><em>Yesterday&#8217;s paper</em></li>
<li><em>We&#8217;re supposed to be</em></li>
<li><em>Nova</em></li>
<li><em>59</em></li>
<li><em>Mexican salad</em></li>
<li><em>Last bus</em></li>
<li><em>1 AM</em></li>
<li><em>Time machine</em></li>
<li><em>Here in the sand</em></li>
<li><em>Mrs Nobody</em></li>
<li><em>Later on demand</em></li>
<li><em>Conversation less</em></li>
<li><em>Heat wave</em></li>
<li><em>Sundown</em></li>
</ol>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Aucan: &#8220;BLACK RAINBOW REMIXES&#8221;</title>
		<link>http://www.radionation.it/2012/02/02/aucan-black-rainbow-remixes/</link>
		<comments>http://www.radionation.it/2012/02/02/aucan-black-rainbow-remixes/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graziella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indienation]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radionation.it/?p=14339</guid>
		<description><![CDATA[DA OGGI
SU YOUTUBE
OGNI SETTIMANA
FINO ALLA DATA DI USCITA
UN BRANO DI &#8220;BLACK RAINBOW REMIXES&#8221;
IL PRIMO DISCO DI
AUCAN
REMIXATO DA ARTISTI DI CARATURA INTERNAZIONALE COME DALEK, ASIAN DUB FOUNDATION, SCORN E MOLTI ALTRI
A TUTTI GLI EFFETTI …. UNA “YOUTUBE RELEASE”
 
ASCOLTA IL PRIMO BRANO
http://www.youtube.com/watch?v=MUudz7lUCcs&#38;feature=youtu.be
 
Da oggi inizia quello che la band definisce “YouTube release”; ogni settimana Aucan posteranno su YouTube un brano di  &#8220;Black Rainbow Remixes&#8221;. Il primo brano on line è il remix di “Storm”, tratto, come tutti gli altri remix che verranno pubblicati nelle prossime settimane, dal primo album di Aucan, Black Rainbow, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">DA OGGI</span></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">SU YOUTUBE</span></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">OGNI SETTIMANA</span></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">FINO ALLA DATA DI USCITA</span></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">UN BRANO DI &#8220;BLACK RAINBOW REMIXES&#8221;</span></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">IL PRIMO DISCO DI</span></p>
<p align="center"><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-large;">AUCAN</span></strong></p>
<p align="center"><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">REMIXATO DA ARTISTI DI CARATURA INTERNAZIONALE COME DALEK, ASIAN DUB FOUNDATION, SCORN E MOLTI ALTRI</span></p>
<p align="center"><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: large;">A TUTTI GLI EFFETTI …. UNA “YOUTUBE RELEASE”</span></strong></p>
<h6><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span></strong></h6>
<h6 align="center"><strong><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">ASCOLTA IL PRIMO BRANO</span></strong></strong></h6>
<h6 align="center"><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><a title="blocked::http://www.youtube.com/watch?v=MUudz7lUCcs&amp;feature=youtu.be" href="http://www.youtube.com/watch?v=MUudz7lUCcs&amp;feature=youtu.be" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?<wbr>v=MUudz7lUCcs&amp;feature=youtu.be</wbr></a></span></strong></h6>
<h6 align="center"><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"> </span></strong></h6>
<h6><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">Da oggi inizia quello che la band definisce “YouTube release”; ogni settimana Aucan posteranno su YouTube un brano di  &#8220;Black Rainbow Remixes&#8221;. Il primo brano on line è il remix di “Storm”, tratto, come tutti gli altri remix che verranno pubblicati nelle prossime settimane, dal primo album di Aucan, Black Rainbow, appunto.</span></strong></h6>
<h6><strong><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">“Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con uno degli MC più ispirati di sempre; Will Brooks (leader di DALEK e IconAclass, vari album all&#8217;attivo su Ipecac e Deadverse Recordings). Il risultato è una traccia hip hop visionaria in puro stile Aucan. Il testo parla dell’attuale crisi mondiale, argomento chiave nel percorso artistico della band sin dalla traccia &#8220;Crisis&#8221; del 2010.</span></strong></h6>
<p><span style="color: black; font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;">&#8220;Black Rainbow Remixes&#8221; verrà pubblicato da &#8220;La Tempesta International&#8221; per l’Italia ad aprile e per l&#8217;Europa dalla storica etichetta dub electro &#8220;Jarring Effects&#8221;. Nello stesso periodo il disco verrà pubblicato anche in vinile con Tannen Records.</span></p>
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