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THE CULT in concerto
Venerdì 13 Luglio 2012 h 21.45
Anfiteatro Camerini PIAZZOLA SUL BRENTA (PD)
Tre date in Italia e debutto proprio all’Hydrogen Live Festival per i Cult, nota band rock britannica fondata da Ian Astbury e Billy Duffy.
La band britannica sarà a Piazzola sul Brenta (PD) venerdì 13 luglio.
Dopo Sting, Morissette, Cramberries e Wolfmother un altro grande appuntamento con il rock nel programma dell’Hydrogen Live Festival.
Il 22 Maggio sarà dato alle stampe “Choice of Wreapon”, nono studio album di THE CULT. Il disco, che vede dietro ai banchi di regia due assi quali Bob Rock (Metallica, Aerosmith, Motley Crue) e Chris Goss (Queens of the Stone Age, U.N.K.L.E.) uscirà a cinque anni di distanza dall’ultimo full lenght della storica band inglese. Il ritorno discografico di THE CULT segna anche la ripresa dell’attività live.
Tre le date in Italia: la band, dopo Piazzola sul Brenta sarà a Rimini e a Milano.
Abbandonata l’immagine gotico-chic degli inizi, il sound dei Cult ha mantenuto la matrice dark unendola ad un’impronta hard dallo stile epico e drammatico. Con uno sguardo alla psichedelia e agli anni ’70, la storia dei Cult attraversa gli anni ’80 con buon successo e inizia gli anni ’90 contaminando il proprio genere anche con sonorità legate alla world music.
Nei primi anni del nuovo millennio i membri della band intraprendono progetti paralleli riunendosi però periodicamente e pubblicando nel 2007 Born Into This.
I biglietti per il concerto sono in vendita a € 29 (€ 30 la sera del concerto) presso Coin Ticket Store Padova e Treviso, la biglietteria del Gran Teatro Geox (dal lunedì al venerdì dalle 1330 alle 1930 tel. 0490994641) Primi alla Prima (banca del Veneziano, bcc venete e casse Rurali Trentine), Unicredit, Cariveneto, HappyTicket e Ticketone.
Per informazioni www.hydrogenlive.com – www.zedlive.com
Infoline 049/8644888
THE DEVIL IN YOUR HEART. Questo è il titolo del nuovo disco degli alternative rockers londinesi, Zico Chain, in uscita in tutti gli store fisici e digitali per Suburban Records il 16 Aprile 2012.
“Un faticoso lavoro autoprodotto, dedicato all’amore” – così la band ha definito THE DEVIL IN YOUR HEART, spiegando la scelta del titolo attraverso le parole di Chris Glithero (basso e voce): “Non appena ho urlato nel microfono quelle parole, ho capito quale sarebbe stato il titolo del nuovo disco. Ogni emozione provata durante la lavorazione e la scrittura del disco è contenuta nel titolo stesso“. Aggiunge il drummer Oli Middleton: “Il titolo sembrerebbe aver un’accezione negativa invece l’intero album è basato sull’esperienza ed è terribilmente ottimistico!“.
La band si è chiusa, per la lavorazione dell’album, in edifici abbandonati in diverse parti del Regno Unito alla ricerca dell’ignoto, fonte di ispirazione e vera e propria sfida nei confronti di se stessi. “Non siamo mai entrati in studio” – sottolinea Chris – “Seduti sul pavimento di una casa vuota in inverno, con gli amplificatori ancora accesi, guardandoci negli occhi, abbiamo cercato un modo per trovare il miglior sound possibile”.
La band realizza in questo disco tutte le ambizioni che si era prefissata prima di registrarlo, e la collaborazione con il pluri-premiato arrangiatore Audrey Riley (The Cure, The Smiths, Muse, Foo Fighters, Coldplay e Nick Cave) non fa altro che aggiungere un peso ulteriore alla resa sonora del lavoro. Il risultato finale è di proporzioni epiche.
Con un disco del genere, la filosofia del DIY propria della band unita ad una solida reputazione live costruita su un palco dopo l’altro, sentiremo parlare spesso degli ZICO CHAIN nel 2012.
The Devil In Your Heart sarà disponibile in tutti gli store fisici e digitali a partire dal 16 Aprile 2012 per SUBURBAN RECORDS, distribuita da Rude Networks.
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In realtà dovremmo spendere molte parole anche per gli opening act: ma essendo operanti sul canale radio di questa testata sentiamo della pressione. Probabilmente però i Lava Lava Love hanno fatto *Il concerto* facendo un set di apertura spumeggiante e suonato daddio. Compresa una bella cover di Madonna.
Venendo a parlare invece del gruppo di Southampton vi posso anzitutto dire che il loro secondo disco ‘Sweet Sour’ è un gran lavoro. E che loro, dicono, torneranno in tempo per l’estate. I tre: ossia il chitarrista Russel Marsden la bassista Emma Richardson e il batterista Matt Hayward oltre ad essere ottimi scrittori su disco e persone belle sono anche artisti eccezionali. Live la resa è oltre le aspettative, e il suono che ne esce è potente e armonico con una meravigliosa e viscerale passione. Ma ci sono anche momenti più tranquilli, come nel nuovo singolo ‘Bruises’, oltre a quelli più ritmati con una batteria che picchia duro e chitarra roboante adrenalinica. I Band Of Skulls sono campioni nel far convivere senza problemi tutte le facce della loro musica: il lato blues quello più tranquillo e romantico e anche qualche piccolo momento con venature più pop ed accessibili. Imperdibili.
Premetto che avendo cantato con Damien Rice io lei la amo a prescindere, però prometto che non mi faccio influenzare troppo da questa cosa.
Per fortuna esistono dischi così. Album giusti ascoltati al momento giusto. Fuori è grigio, qui purtroppo non nevica, ma con questo disco mi sembra che fuori possa benissimo esserci mezzo metro di neve. Un disco che ti porta in un’intimità tutta personale, fatta di quelle piccole cose che piace fare a ognugno di noi quando si è bloccati in casa per la neve o per il troppo troppo freddo. Un disco che accompagna un pomeriggio lungo, fatto di un sacco di piccoli momenti, una canzone è un momento a sè; tutto collegato, ma tutto a se stante.
E’ passata qualche ora da quando ho iniziato a scrivere questa recensione e ho fatto bene ad aspettare ad andare avanti: ha iniziato a nevicare anche qui, ora l’ascolto di Passenger è perfetto. Sono anche andata a riascoltarmi il disco precedente, Sea Sew, mi ero piaciuto molto, ma come spesso mi succede, l’avevo lasciato da parte dopo un po’ di ascolti. Allora rimedio con questo. Anche questo disco è fatto della bella voce di Lisa Hannigan, chitarre semplici, testi molto belli e melodie giuste.
“Home so far from home, So far to go And we’ve only just begun
And oh, every lie we told Is written in stone Every lie we wrote in our bones
And hold on, there’s nothing to pack We know we’re not coming back”.
Sì, ecco, se c’è una cosa in cui è brava questa ragazza è saper mettere assieme parole così a una musica perfetta che sappia accompagnarle, bella, ma senza sovrastrare tutto il resto.
Rispetto ad altre canzoni e all’andamento nostalgico generale del disco, c’è una canzone come Knots che dà quella carica in più; invece What’ll I Do la vedo un po’ a metà strada, quell’allegro con sempre dietro di sè un senso di grigio, malinconia, anche se il video è un sorriso unico di Lisa. Ma la mia preferita è Paper House, di cui sarei curiosissima di vedere un video, visto quello che spesso propone per le sue canzoni, come quello di Safe Travels (Don’t Die) o quello tutto sott’acqua di Little Bird. Insomma Passenger è una di quelle piccole perle da tenere per tutto l’inverno vicino senza dimenticarsene e toglierle dai nostri ascolti.
| No. | Title | Length |
|---|---|---|
| 1. | “Home” | 4:58 |
| 2. | “A Sail” | 3:35 |
| 3. | “knots” | 3:32 |
| 4. | “What’ll I Do” | 2:50 |
| 5. | “O Sleep” | 3:27 |
| 6. | “Paper House” | 4:16 |
| 7. | “Little Bird” | 4:01 |
| 8. | “Passenger” | 4:18 |
| 9. | “Safe Travels (Don’t Die)” | 3:22 |
| 10. | “Nowhere to Go” | 4:06 |
Lights ON, Lights OUT è l’ultimo Ep di ED, cantautore Italiano dal cantato inglese. Questo Ep, di sole 3 tracce (semplici ma al contempo efficaci!), arriva ad un anno di distanza dal suo ultimo lavoro, l’album A Quick Goodbye (Friction Records 2010).
Lights ON, Lights OUT, prodotto da Beatrice Antolini, è come l’ultima onda perfetta estiva: si alza lenta dal mare, sale, poi scende impetuosa fino ad “accarezzare” la sabbia della riva. Your Symphony, la prima traccia, è una canzone che parte allegra ma lenta, per poi spingere verso l’alto a riff più incisivi, la giusta spinta per la canzone successiva. La seconda traccia, Zombie my dear, è la parte alta dell’onda, quella più rock, quella che i surfisti aspettano per lanciarsi a ballare un pò sulle proprie tavole!
Come tutte le onde, raggiunto il momento più alto, arriva il momento di “adagiarsi” sulla sabbia, è il momento di Down the shades! Down the shades è una ballata dal sapore malinconico romantico, quasi come se con la spiaggiata dell’onda fosse finita l’estate e si passase a viali autunnali ingialliti dalle foglie.
Lights ON, Lights OUT è un gran bel lavoro, nessuno strumento particolarmente invadente, anzi tutto si amalgama con la voce a volte vellutata a volte roca del nostro ED! Consiglio: ascoltare e aspettare il seguito!
Tracklist Lights ON, Lights OUT
- Your Symphony
- Zombie my dear
- Down the shades

Siamo sinceri: vedere un concerto all’estero è un’altra cosa, ma come vivere su un altro pianeta. Lo sapevo già dai festival visti un po’ in giro per l’Europa, ma un concerto vero e proprio non avevo mai avuto l’occasione di vederlo. Ai Naked and Famous ci sono molto affezionata, ascoltati per caso, innamoramento istantaneo, un sacco di attesa per l’uscita del disco, continuavano a produrre solo ep (bellissime sopratutto le versioni in 7 pollici), ma del disco nessuna traccia. Finalmente quest’estate c’è stata la grande uscita e a settembre son riusciti anche a suonare in Italia, al Magnolia per MITO. Amore ancora più folle, guardo le date del tour e vedo che a novembre sono in Gran Bretagna, perfetto, già volevo andarci proprio in quel periodo. Finalmente è la grande serata, atterrata qualche ora prima, con l’ansia di non sentire bene causa orecchio tappato dal volo, arrivo alla Roundhouse a Camden con largo anticipo, ma mica ti fan aspettare fuori al freddo gli inglesi, no no, entri, stai comodo, se vuoi ceni anche al ristorante all’interno. Alle 20 aprono gli inglesissimi Post War Years, tipico gruppo giovane, ma bravo, un po’ Editors di In This Light And On This Evening per tutta la parte elettronica e un po’ Arcade Fire per i coretti (anche se loro sono solo in quattro). Finalmente tocca ai Naked and Famous e già si vede che questo concerto sarà molto diverso da Milano, a parte lo spazio che qui possono suonare in molti più metri, alle loro spalle c’è un fantastico schermo per proiettare i loro video. La scaletta parte molto più decisa, senza per forza dover accontentare subito il pubblico con i singoli più conosciuti come All Of This o Young Blood. Qui si vede che si sentono più a casa loro e forse anche più benvenuti, sembrano osare di più. Comunque, anche se su disco non dovessero convincere, io consiglio lo stesso di vederli live perché esce tutta la loro bravura come musicisti, i suoni sono molto più elettronici e il coinvolgimento è assicurato, sopratutto in canzoni come A Woolf In Geek’s Clothing, Girls Like You dove finalmente anche il cantante Thom Powers riesce a farsi valere più della fantastica cantante Alisa Xayalith e son riusciti a tenersi Young Blood per il gran finale. Poi vederlo con un pubblico sold out, ma che ha lo stesso lo spazio per respirare è un altro vivere. Ecco, piccola nota di merito all’organizzazione estera: i bicchieri d’acqua gratis per il pubblico, non hanno bisogno di chiederti tre euro per una bottiglietta d’acqua.





