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[28 dic 2009 | No Comment | ]
Julian Plenti is… Skyscraper

folderColui che risponde al nome di battesimo di Paul Julian Banks si è inventato lo pseudonimo Julian Plenti, ha lasciato a decantare il ruolo istituzionale di cantante della band più famosa, figa e quasi distaccata dal mondo e si è lanciato nel suo primo progetto solista. Si viaggia tra lenti arpeggi, a volte sporcati con un po’ di elettronica, tutto è melancolico , triste glaciale, poi anche trombette come in Unwind, poi chitarre che ci ricordano tanto gli Interpol, ma sappiamo che non sono gli Interpol, o almeno in questo cd ne mancano due su quattro al lavoro. E’ un disco volutamente eccessivo, dove Banks ha dato sfoggio di tutta la sua voglia di stupire e creare qualcosa di sorprendente e nuovo a patto di presentare anche qualche brano sopra le righe che sfiora la difficoltà di ascolto: l’abbandono di sonorità più immediate per una elettronica vicina all’art-rock spesso trova la sua ragione ed in questi casi è la voce di Banks la chiave di volta che rendere il brano accessibile, è un come dire a noi altri (fan degli interpol) cosa si perde in fase componitiva con Daniel Kessler alle musiche del gruppo. Non aggiunge né toglie qualcosa ma è un più che ottimo intermezzo: ce ne fossero di debutti solista così.

Menzione d’onore al video di Games for Days: un vero e proprio noir.
Da ascoltare, anche se non si è fan degli Interpol.

Track listing

1. “Only if You Run” – 3:49
2. “Fun That We Have” – 3:41
3. “Skyscraper” – 3:20
4. “Games for Days” – 3:57
5. “Madrid Song” – 2:08
6. “No Chance Survival” – 4:04
7. “Unwind” – 3:18
8. “Girl on the Sporting News” – 2:53
9. “On the Esplanade” – 3:41
10. “Fly as You Might” – 3:57
11. “H” – 2:39

[27 dic 2009 | One Comment | ]
Ours: Mercy (Dancing for the Death of an Imaginary Enemy)

Non mi vergogno a dire che adoro Jimmy Gnecco da tempo, e in attesa dell’uscita a breve del suo disco da solista mi piace rispolverare ciò che è venuto prima.

Se i due album precedenti, Distorted lullabies e Precious, si basavano più sulla straordinaria voce di Gnecco che sugli arrangiamenti si può dire che allora Mercy sia l’album della maturità per gli Ours. Atteso per quasi cinque anni dai fan, sebbene le canzoni erano quasi tutte già note al pubblico perché suonate nella grande maggioranza nell’interminabile tour dal vivo degli Ours che ha preso una pausa giusto quest’estate per esigenze da supporter del frontman.

Un album, prodotto da Rick Rubin, che suona rock e che parla di cose dark (Murder, Black) e cose speranzose (Ran Away to Tell the World e la u2-esca The worst things beautiful), di recupero nelle situazioni brutte e disperate. Qualcosa al di là della classica filosofia Emo.

La voce di Gnecco, assolutamente la più bella nel panorama rock, va a sottolineare e a declinare queste tematiche, spaziando dai toni più profondi (proprio in Murder) agli acuti urlati. Toccante, uscito da esperienze di vita. Unica traccia più debole proprio Get up in conclusione.

Saint invece è dedicata allo scomparso Jeff Buckley.

Tracklist:

  1. “Mercy” – 6:41
  2. “The Worst Things Beautiful” – 4:21
  3. “Ran Away to Tell the World” – 5:00
  4. “Black” – 4:51
  5. “Moth” – 4:34
  6. “Murder” – 5:35
  7. “God Only Wants You” – 4:23
  8. “Live Again” – 4:27
  9. “Willing” – 4:41
  10. “Saint” – 5:06
  11. “Lost” – 5:18
  12. “Get Up” – 4:50
[24 dic 2009 | No Comment | ]
Camera Obscura – My Maudlin Career

200px-My_Maudlin_Career

Album accolto più che positivamente da tutti i recensori dei grandi magazine stranieri, questo dei Camera Obscura. Undici tracce scandite dalla voce rotonda, un po’ querula e dolce di Tracyanne Campbell, i suoi racconti sentimentali di uomini che come al solito lascia/perde/incontra/ritrova che si legano alle chitarre scintillanti, ai fiati, alle partiture dei violini.

French Navy, il primo singolo estratto dall’album, è un pezzo talmente preciso e accademico senza essere scontato che sembra quasi sia uscito dagli strumenti perfetto nel suo equilibrio tra soul, motown e 60’s pop, la stessa miscela che ritroviamo trionfale in Honey In The Sun e in un’altra manciata di pezzi che compongono My Maudlin Career. [*] L’eterogeneità permette cambi di tono molto decisi, utile per non appiattire eccessivamente lo scorrere dei brani. Questa scelta aiuta ad apprezzare sia i frangenti propriamente pop, come quelli con un andamento più posato.

L’album però, non si sa se è un bene o male, non evolve dai lavori precedenti. Ma ci piace, tuttavia.

Tracklist

1. French Navy
2. The Sweetest Thing
3. You Told A Lie
4. Away With Murder
5. Swans
6. James
7. Careless Love
8. My Maudlin Career
9. Forests And Sands
10. Other Towns And Cities
11. Honey In The Sun

[23 dic 2009 | 5 Comments | ]
Susan Boyle: I Dreamed A Dream

susan-boyle-album-coverMi sono predisposta all’ascolto del cd con qualche pregiudizio, me ne rendo conto, ma la storia di questa 48enne scozzese esplosa in tutto il mondo con la sua performance dello scorso 11 aprile alla trasmissione televisiva “Britain’s got talent” e poi vista e rivista su youtube da frotte di persone, è già stata raccontata tante di quelle volte che non è il caso di tornarci.

Un fenomeno, ecco. Ed è trattata forse fin troppo da fenomeno in tutti i sensi, anche quelli purtroppo meno gentili. Certo è vero che ha già venduto oltre quattrocentomila copie del suo disco, nel primo giorno di debutto in Inghilterra. Le cifre stanno dalla sua, così come credo -forse- il pubblico. Ma il cd non è altro che una serie di cover interpretate sì con ottima vocalità ma molta ovvietà e molta accademia. Nulla aggiunge e nulla toglie, ma probabilmente sostituirà i pluricomprati Greatest hits come regalo asettico di Natale dell’ultimo minuto a conoscenti di mezz’età.

Tanti auguri a Susan, sperando che trovi la sua dimensione e non si fermi a queste operazioni commerciali.

Tracklist:
01 – Wild Horses
02 – I Dreamed A Dream
03 – Cry Me A River
04 – How Great Thou Art
05 – You’ll See
06 – Daydream Believer
07 – Up to the Mountain
08 – Amazing Grace
09 – Who I Was Born to Be
10 – Proud
11 – The End of the World
12 – Silent Night

[22 dic 2009 | No Comment | ]
Stereophonics – Keep Calm and Carry On

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Keep Calm and Carry On è il settimo lavoro degli Stereophonics, quello che incidentalmente sta vendendo meno nella loro carriera di hits.

Ed è un peccato, perché guardando i testi è un album di cuore, che parla di ubriachi e disgrazie, peccato però che non riesca mai ad emergere da qualche parte, ad avere qualche spunto memorabile.  L’album è solido e ascoltabile per carità, ma lascia un po’ straniti e confusi, relazionandolo alla produzione antecedente.  Per carità, i marchi di fabbrica di chitarre e voce roca di Jones ci sono ancora. Alcune tracce sono carine ma sì, però ecco, aspettiamo il prossimo album. Che è meglio.

Tracklist:
01 – She’s Alright
02 – Innocent
03 – Beerbottle
04 – Trouble
05 – Could You Be the One
06 – I Got Your Number
07 – Uppercut
08 – Live ‘n’ Love
09 – 100mph
10 – Wonder
11 – Stuck in a Rut
12 – Show Me How

[18 dic 2009 | No Comment | ]
30 seconds to Mars: This is war

cover“This is War”: questa è la guerra dei 30 Seconds to Mars, alla loro terza prova dopo l’album di debutto omonimo del 2001 e “A beautiful lie” del 2005. Ora, quattro anni dopo, ritornano con dodici tracce che lasciano spiazzati chi segue i 30 Seconds sin dagli inizi.

Complice forse la produzione di Flood infatti ci si sposta più su electro e synth come suoni (del resto, già fatto con gli Editors) e quindi il disco suona in modo diverso dai precedenti, portando ancora più protagonisti i fratelli Leto. L’album è stato registrato durante dei raduni coi fan, dei Summit, e infatti si sentono ancora cori e applausi lasciati all’interno dopo la masterizzazione. Un ottimo prodotto che suona molto bene.

This Is War avrà duemila copertine diverse che raffigureranno le foto dei fan di tutto il mondo. Dall’11 settembre, l’iniziativa chiamata “Faces Of Mars”, ha dato la possibilità ai fan di inviare al sito ufficiale le foto che saranno usate per la copertina. Le prime duemila foto che sono state inviate secondo alcuni criteri faranno parte della copertina dell’album. L’iniziativa è durata fino a quando duemila foto utili sono state inviate

Martellante singolo apripista è Kings and Queens che si apre con un urlo selvaggio di un falco ed è stato registrato dal vivo nello studio di registrazione della band. La canzone contiene un forte contributo dei fan, ovvero il ritornello registrato durante i vari Summit.

Playlist:

1. Escape – 2:24
2. Night of the Hunter – 5:40
3. Kings and Queens – 5:47
4. This Is War – 5:27
5. 100 Suns – 1:58
6. Hurricane – 6:12
7. Closer to the Edge – 4:33
8. Vox Populi – 5:43
9. Search and Destroy – 5:38
10. Alibi – 5:59
11. Stranger in a Strange Land – 6:54
12. L490 – 4:26

iTunes Bonus Tracks

13. Kings and Queens (LA Riots Vocal Mix) – 6:11
14. Night of the Hunter (Flood Remix) – 4:52

[17 dic 2009 | No Comment | ]
Katy Perry: Mtv unplugged

Katy Perry - MTV Unplugged (Official Album Cover)

Katy Perry è brava e bella. L’album dà al pubblico un nuovo motivo apprezzamento per la capacità vocali della Perry e ne fa riconoscere il suo talento di cantare in acustico accompagnata dal pianoforte classico, archi orchestrali, fiati jazz.

La cosa strana è che la performance unplugged di Katy Perry non è qualcosa di scontato o di somigliante al cd già pubblicato precedentemente, ma è un interessante registrazione con un lavoro di riarrangiamento che rende il tutto interessante e abbastanza diverso.

“I Kissed a Girl”, la sua hit più famosa, viene risuonata in una chiave jazz che la fa sembrare familiare sì, ma completamente diversa da quello che ci ricordavamo, ma lo stesso orecchiabilissima.

Il cd/dvd, registrato nel luglio di quest’anno, ha un solo enorme difetto: la brevità. Sette canzoni soltanto, quasi un ep. Probabilmente potrebbe essere per necessità pubblicitarie della rete che l’ha trasmesso. Tuttavia, può anche essere dovuto al fatto che a differenza di molti artisti del passato Unplugged, Katy Perry non ha un grande repertorio alle spalle rispetto agli interpreti precedenti.

Tracklist:
01 – I Kissed A Girl (Live)
02 – Ur So Gay (Live)
03 – Hackensack (Live)
04 – Thinking Of You (Live)
05 – Lost (Live)
06 – Waking Up In Vegas (Live)
07 – Brick By Brick (Live)