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Per la prima volta in tre anni entro al Covo Club di Bologna non per ballare o vedere un concerto, ma sottoforma di “giornalista” per sentire cosa hanno da dire: l’Assessore alla Cultura, Regione Emilia Romagna, Alberto Ronchi; Marzio Manni e Daniele Rumori, che si occupano della programmaziona artistica del locale; Emidio Clementi, dei Massimo Volume; Gabriele Gheduzzi e Gianni Carati, ovvero i fondatori del locale e attuali djs.
La prima volta che entrai al Covo avevo 17 anni e la prima impressione, me la ricordo come se fosse ieri, fu: due salette, locale stracolmo, ballare spiaccicati e caldo assurdo. Fino ad allora non avevo mai ballato così tanto in vita mia su della musica nuova, in parte, e meravigliosa.
Insomma: appena incontrai questo locale fu amore a prima vista e almeno una volta a settimana, o il venerdì o il sabato, o per pazzia entrambe le serate, dovevo andarci.
Oggi sono arrivata al locale come se fosse il primo giorno di scuola: il locale di giorno è diverso e vederlo così vuoto mi fa impressione, ma comunque sia ero parecchio serena e mi chiedevo “Ma che devo chiedere ora a questi?!”.
La conferenza stampa inizia intorno alle 12.20, o una cosa simile, e si parte parlando della storia del locale: il Covo, agli inizi “Casalone”, viene fondato da un gruppo di amici nel 1980, intorno settembre, per riconquistare la buona musica e per dedicarsi a tutta l’Arte, poiché non si parla solo di musica ma anche di letteratura e mostre.
Il Covo dopo 30 anni di vita è ancora attivo come non mai e porta in continuazione ottimi gruppi e musica: prima o poi chiunque, non solo musicisti, entrano a far parte della grande famiglia di questo locale.
Nonostante fosse un locale marcato da continuo alternarsi tra problematiche\valori e regolare\irregolare, il Covo vive ancora tra noi e sta facendo di tutto, anche pagando 1550 euro di affitto mensili, per far vivere e respirare coloro che senza Musica non riescono proprio a stare.
Bologna è una città piena di cultura, è una città musicale: l’Assessore Ronchi afferma che il Rock è parte integrante della cultura bolognese e dell’Emilia Romagna, non a caso la nostra regione ha più possibilità rispetto ad altre di sostenere proprio quest’Arte.
Il problema, però, è sempre legata alla questione spazi: in estate il Covo non funziona, perché? Secondo il comune non ci sono spazi e quindi non ci si può fare nulla.
In realtà gli spazi a Bologna per organizzare qualcosa, nella calda estate bolognese, ci sarebbero: sfortunatamente la città ha le capacità per far sì che questi si sviluppino, ma non ha la forza.
Il problema è sempre quello, non cambia: sono i soldi.
Trent’anni di Musica e Cultura che verranno festeggiati sia sabato 27 febbraio, in anteprima, col concerto di Adam Green e dj set di un certo Alan Mcgee, sia a fine marzo e inizio aprile con grandi band locali, nazionali e internazionali: io l’ho detto e lo ripeto, CHIUNQUE prima o poi passa da questo locale stupendo.
Ringraziare il Covo per queste serate, e quelle precedenti, è davvero poco: le generazioni si alternano, ma la passione per la Musica e l’Arte in questo locale resta sempre forte e unica.
Grazie anche a Massimiliano “Max” Bonini: dopo la conferenza c’erano in fila i suoi vinili, la sua musica, e curiosando tra questi mi rendo conto solo ora che qualcuno mancherà tanto sia al pubblico del locale, sia per quello che ha dato e fatto per il Covo.
Programma:
Giovedì 25 marzo – Rain Machine (USA)
Venerdì 26 marzo – Forty Winks, Settlefish, The Tunas, The Valentines, Cut, Laser Geyser, Legless
Sabato 27 marzo – Massimo Volume, Giardini di Mirò (in concerto). Dj Chris Geddes (Belle and Sebastian)
Martedì 30 marzo – Lisa Germano, Phil Selway (Radiohead)
Giovedì 1 aprile – Radio City (concerto). Enrico Brizzi dj set
Venerdì 2 aprile – Hidden Cameras (CAN)
Sabato 3 aprile – The Teenagers (Uk-Fra). Kate Jackson (Long Blondes) dj set + London Loves (Plastic).
Nicolas Bonazzi è stato ospite al Culto del Borsello del 22 Febbraio e si è sottoposto all’interrogatorio di JimmY2K e Jack.
Scarica l’intervista in mp3 (20,4MB).
La puntata speciale della terza serata di Sanremo, gli Aristonati, condotta dai deejay di Radionation [Smeerch, Fran, Jimmy&Jack, Daniela Elle, Tati, Gragra, Assimo, Gatto Nero...] è presente in forma di mp3 scaricabile a questo indirizzo.
Grazie per averci seguiti numerosissimi.
Vi ricordiamo che sabato il commento al Festival di Sanremo si sdoppia sui due canali di Radionation: sul primo canale continuano gli Aristonati sul terzo canale è presente la diretta dal gruppo di ascolto friendfeediano di Casa Baù.
Premi meritati? Non si sa, sinceramente valutavo meglio gli ascolti degli Albionici. Non parlo del trionfo di Lady Gaga, tre premi e una Germanotta sinceramente contenta, e commossa addirittura, del suo risultato che comunque convince assai nelle sue performance dal vivo, sempre originali e musicalmente valide.
La famosa etichetta Trovarobato e i Mariposa ci rendono edotti di un’altra delle loro.
Anche il nome della città di Sanremo è una truffa. Pare che infatti la città dei fiori prenda il nome da San Romolo: San Romolo quindi dà il nome a Sanremo, ristabilendo un parziale equilibrio tra i due fratelli litigiosi.
Se quindi già dal nome ci troviamo evidentemente nella patria del “Great Rock and Roll Swindle”, i Mariposa, che sono notoriamente “only in it for the money”, hanno deciso di donare all’etere italiano e al web un brano nuovo di zecca che uscirà oggi in contemporanea con l’inizio del 60esimo Festival dell Canzone Italiana.
Il brano si intitola, per non lasciar spazio a dubbi fastidosi, “Sanremo”.
Una piccola storia ignobile ambientata proprio al Casinò della città rivierasca, dove una vecchietta intenta a dilapidare la pensione su una slot machine viene colta da un malore quando un’altra vecchietta vince giocando sulla slot dove lei aveva puntato fino a poco prima.
Musicalmente “Sanremo” prende sul serio il concetto di “canzone sanremese”: quel che sentirete è la personale declinazione del suono Ariston da parte dei Mariposa, con tanto di grande orchestra, crescendo finale e stecca del cantante.
La canzone, oltre a fungere da sigla per il nuovo programma “Lo strano caso di Sanremo a Radio Fragola” dell’omonima emittente triestina, sarà radiodiffusa da numerose emittenti via etere e online. Ed è liberamente ascoltabile e scaricabile (ed “embeddabile”) dall’indirizzo
http://www.naufragati.com/index.php/discografia/sanremo/
Di Canè/Cimino/Fiori/Gabrielli/Giusti/Marchi/Orvieti ascolterete dunque
“Sanremo”
Orchestra Intercontinentale della Toscana e di San Paolo del Brasile diretta da
Rodrigo D’Erasmo e Enrico Gabrielli
Cantano: i Mariposa!
Mariposa – Sanremo by Trovarobato
A partire da oggi, per tutta la settimana, in assenza dello storico e mai troppo rimpianto commento della Gialappa’s Band su Radio 2, Macchiaradio fa quello che può e vi terrà indegnamente compagnia quasi ogni sera (martedì, mercoledì, venerdì e sabato) per fare del cazzeggio una ragione di sopravvivenza alla peggior sbobba canzonettara spacciata via etere.
“Gli Aristonati” inizia alle 21:00 (vabbé, più o meno) e sarà in diretta sia in audio che in video. Chi non ha particolari competenze e/o non ha voglia di cliccare sui link può ascoltarci semplicemente aprendo Macchianera.
Ogni sera avremo nuovi ospiti, e la serata continuerà – sempre in diretta – con il collegamento tra Macchiaradio e il dopofestival di YouDem.tv (Sky, canale 813: clicca qui per l’elenco degli ospiti).
Chi perde la puntata potrà rifarsi con il podcast.
Ecco cosa puoi fare:
• Guardarci in diretta video e audio a tutta pagina su Ustream.
• Ascoltare la radio mentre continui a navigare (apre un piccolo player, così puoi uscire da questa pagina)
• Chiamare in diretta via Skype (abbassando il volume della radio e avendo cuffie e microfono)
• Entrare in chat via web
• Entrare in chat via IRC (installa il programma necessario: Windows | MacOS | Linux )
Se vuoi interagire in diretta con il programma, entra nella chat IRC di RadioNation cliccando sul link “Continua a leggere…” sulla destra, oppure qui. Se invece utilizzi un programma in grado di collegarsi a IRC, è sufficiente cliccare qui.



