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Wallis Bird live at Kalinka, Carpi

Postato da Fran il 26 novembre 2011 Nessun Commento

Wallis Bird live at Kalinka, CarpiWallis è totalmente fuori come un balcone, e la musica non è la sua vita, è in lei. L’abbiamo anche intervistata e sembrava di parlare con qualcuno totalmente fulminato e veloce di pensiero come chi vi parla. E lei ha detto “forse io piaccio alla gente così, non del tutto normale come del resto sono io”. Allora dovevamo essere molti di più, lì a Carpi, al cospetto della cantautrice irlandese due volte vincitrice degli Irish Meteor Awards come migliore artista femminile, opener nel 2009 all’Alcatraz di Milano in apertura del concerto di Rodrigo y Gabriela, già paragonata ad Ani DiFranco per la tecnica chitarristica e a Janis Joplin per la carica vocale.

Noi la si era vista per un breve scampolo alla prima giornata al Frequency Festival 2010, dove era anche lì stagliata nel primo pomeriggio sul soleggiato palco del Green Stage.

Viene dapprima introdotta dal suo amico-fonico-roadie Aidan Gorman, altro cantautore irlandese, timido, semplice, con un gran impatto emotivo nel suonare in acustico e liriche interessanti.

Caratterialmente diversa Wallis -capace anche di saltare giù dal palco per andare a cazziare gli avventori del bar andandogli a suonare sotto il muso- che dopo soli due minuti sul palco riesce già a ricreare un’atmosfera divertente, carica, quasi in caciara.


“Blossoms in the streets” è perfetta per iniziare e farci vedere come suona la chitarra: ci picchia in una maniera esagerata, anche lei ne tira fuori tutto, ci mostra le sue abilità su questo strumento e scherzando ci dice anche come non gli piace suonare la chitarra come quelli che fanno solo scale su scale e sono così “rigidi”: lei fa saltare quattro volte le corde, dicendo anche che a Bologna aveva preso proprio la mattina due G di ricambio, visto che in questo tour breve in Italia li aveva massacrati. Coi brani successivi riesce a modulare e modularsi con la chitarra usando la voce in modo perfetto, continuando con questa maestria per le successive due ore. Non tutte cantate, ma molte anche di battute e racconti durante i quali setta anche i suoi strumenti per far sembrare il suono più pieno di quello che solo una acustica può dare.

Bello il momento durante il brano “Measuring Cities”, in cui ha partecipato anche Aidan mentre si trovava dalla parte opposta del palco dove si trovava il mixer, così ci ha colto di sorpresa accompagnando Wallis col clarinetto.
Wallis ha iniziato a questo punto a scatenarsi rendendo i brani quasi rock, una vera one woman band che suonava la chitarra, battendo un piede sul palco e campionando i vari suoni anche dallo glockenspiel giocattolo. Fino a far sbattere forte il palco col piede e far saltare le corde della chitarra innumerevoli volte, facendo fare sempre ad Aidan l’aggiustatutto di corsa tra mixer e palco.

Fino a finire, all’una di notte, in modo molto più corale. Speriamo torni in Italia e che il pubblico la scopra di più.

 

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