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Anna Calvi live at Hana-bi, Marina di Ravenna.

Postato da Fran il 28 giugno 2011 Nessun Commento

Anna Calvi, live at Hana-bi, RavennaSe c’è un difetto nel vedere un concerto di Anna Calvi può essere solo la brevità delle sue performances. Cinquanta minuti in riva all’Adriatico sono un po’ pochini, sebbene si abbia l’alibi della gratuità. Niente di grave eh, si parla -a memoria- di un paio di canzoni in meno rispetto alla tappa bolognese al Locomotiv. Che però già mi era sembrata particolarmente corta, e all’epoca -inserita nell’ondata di sfiga che mi fece fermare l’auto lì a Bologna e chiamare un carroattrezzi che devo ancora finire di ammortizzare- i miei compagni di concerto già dissero “beh, ha fatto tutto l’album”.

Sì, ma tutto così breve e intenso, come un fuoco che brucia, ché ne vuoi di più.

Anna Calvi rischia realmente di spiccare il volo. Per la sua originalità, per la sua bravura. Per la concretezza della persona, così piantata coi piedi per terra. Una non arrivata al successo per caso, ma per volli-fortissimamente-volli con tanto studio e tanta umiltà. Ma caparbia. Tenera e dolce, riservata parlandoci nell’intervista e terribilmente passionale sul palco, tutt’uno con la sua chitarra. Ché la novità rispetto ad aprile e il suo braccio infortunato (e la sua influenza, che non ricordava) è proprio questa: Anna Margareth e la sua chitarra sono tutt’uno non solo per Anna Calvi, live at Hana-bi, Ravennapochi minuti, ma a sottolineare ogni variazione della voce e ogni nota del concerto. L’hana-bi pullula di gente, la spiaggia è piena di persone. Entusiaste. Che urlano brava, che urlano bella.

Non aver visto Anna Calvi dal vivo è un peccato specialmente se si ama la musica francese degli chansonnier. Gli unici paragoni di base, oltre a Siouxie, li potreste fare conoscendo bene le donne francesi che cantavano tempi fa. Non basta la Piaf, non basta Nina Simone. Fate un po’ i Paolo Limiti e cercate negli anni settanta francesi, à cote di Aznavour. Capirete perché la Calvi vi ammalia così: quel fascino sanguigno parte da lì, e viene ripreso da una ragazza che non è neppure cosciente di prenderne le mosse. Ve ne accorgerete trovando la sua intervista qui sopra. Anna se saprà gestirsi sarà la nuova PJ Harvey, pur non essendo per niente assimilabile a Polly. Insomma: l’hype c’è, ma oltre al tanto fumo e all’immagine deliziosamente glamour c’è anche tanto arrosto e tanta ciccia, si direbbe.

Per me è Dalida equilibrata psicologicamente. Quindi una grande artista. Fin.

Dopo il salto Setlist e foto-video di Francesca Fiorini.

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