Gli Akron Family all’Hana-Bi
Spiaggia 72 – Marina di Ravenna (Ra)
presenta
HANA-BI SESSIONS – ANNO VIII
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Lunedì 23 maggio 2011, ore 21.30
Live: Akron/Family (Usa)
A SEGUIRE SPECIALE SERATA“STEVEMCQUEEN”
Gli Akron/Family di New York sono un quartetto composto da Seth Olinsky (voce e strumenti vari), Miles Seaton (voce e strumenti vari), Dana Janssen (voce e strumenti vari) e Ryan Vanderhoof (voce e strumenti vari), che non appena inizia a fare musica nel 2004 viene notato e subito messo sotto contratto dalla storica etichetta Young God Records dell’ex Swans Michael Gira, il quale, a fronte di una mole di canzoni tutte talmente belle da poterne ricavare un triplo cd, ne seleziona invece 14 che vanno a formare il primo, omonimo album della formazione, uscito nei primi mesi del 2005. Quello che gli Akron/Family portano avanti è un recupero delle chiavi di lettura della musica rurale statunitense – pur vivendo a Brooklyn – innestato su di un albero genealogico che da Johnny Cash arriva fino a Devendra Banhart e Animal Collective. Il primo album è un viaggio entusiasmante nella complessità delle radici musicali americane, dai canti della più antica tradizione pioniera alle languide chitarre sudiste, dalle atmosfere nevose del nord fino all’orchestrina per banjo della fiera di paese, il tutto niente affatto trito o stantio, ma anzi filtrato da derive di elettronica in bassa fedeltà e moderatamente rumorosa, e da un approccio fuori dal tempo veramente inusuale. I 14 brani del disco Akron/Family – in cui compare una serie infinita di ospiti e amici più o meno noti – evitano sempre la semplicità e la regolarità tipiche del folk, per ragionare invece sui cambi di ritmo, sulle stasi e le accelerazioni, su momenti di improvvisazione strumentale davvero sui generis (tipo il cigolio di una sedia che Seaton ha “suonato” in un concerto, o il drumming feroce prodotto dai quattro percuotendosi il petto). Sempre nel 2005 esce – ancora su Young God Records – uno split degli Akron/Family con gli Angels of Light (gruppo di Michael Gira), registrato di getto in sole otto ore, e giudicato dallo stesso Gira come un album «intriso di momenti genuinamente commoventi e di canzoni di grande atmosfera», tra le quali “Raising The Sparks”, un pezzo che dal vivo scatena immancabilmente gli entusiasmi del pubblico. E il 2006 è l’anno di “Meek Warrior” (Young God), altro disco assolutamente incatalogabile che chiama in causa rock, post-rock, acid folk, freak folk e improvvisazione, e che attingendo da Incredible String Band, monaci tibetani, musica del Madagascar e Flaming Lips arriva a un risultato sorprendente e totalmente originale. Il 2007 è l’anno della consacrazione planetaria con l’album “Love is simple”, il cui spirito è ottimamente reso dalle dichiarazioni alla band di Michael Gira: «Con questo misto di Beatles, Chicago Art Ensemble, Credeence Clearwater Revival, The Grateful Dead, The Hollies, The Butthole Surfers, Led Zeppelin vi confermate una delle migliori band sul pianeta». L’ensemble brooklyniano è di nuovo sugli scudi nel 2009 con “Set ‘em wild, set ‘em free”, uscito questa volta su Dead Oceans, con il gruppo che intanto è diventato un trio, visto l’abbandono di Ryan Vanderhoof. Un disco di pura conferma da parte di una realtà ormai solida del freak folk, emancipata tanto dagli iniziali retaggi pre-war quanto dall’egida di Micheal Gira; un folk-rock caratteristico e promiscuo, psichedelico, chitarroso, tribale, corale, storto. La sostanziale novità è un approccio ancora più aperto, che ingloba talvolta elementi finanche di funky e di elettronica.
Naturale quindi l’attesa per l’uscita, qualche mese fa, del nuovo album, “Akron/Family II (The Cosmic Birth and Journey of Shinju TNT)”. Edito ancora dalla canadese Dead Oceans, l’album ci restituisce una band sempre meno freak (non lasciamoci ingannare dal titolo senza senso o dalla bizzarra – ma irresistibile – “Silly Bears” in apertura), matura e quanto mai in grado di sfornare grandi melodie e incastonarle in arrangiamenti ricchi ma perfettamente equilibrati. “Akron/Family II” permette di balzare di punto in bianco da momenti come “So It Goes” o “Say What You Want To”, con Seth Olinsky pronto nel raccogliere la lezione dei Dirty Projectors, ad “Another Sky”, Animal Collective affogati in chitarre gracchianti, fino al folk pulito e delicato di “Cast a Net”, “Fuji II” e “Canopy”, strepitosa quest’ultima.
Ingresso gratuito – Wi-Fi sempre attiva
Bronson Produzioni – Info: 333 2097141












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