Il rap biscottato dei campani Biscuits
Andiamo subito al sodo: il nuovo album dei Biscuit è originale: suona bene, suona contemporaneo e abbastanza fresco. Niente di già sentito – anche se in alcuni casi il “flow”, cioè il modo di rappare, ricorda quello di Caparezza. Questi ragazzi sono campani. Rappano in dialetto ma non sempre. Anzi, alcuni pezzi sono completamente in Italiano. Dunque niente che sia impossibile da codificare. Ricordiamolo: la comprensione testo, nei pezzi rap, è più che fondamentale. Alcuni pezzi, come “Rush Hour” sono persino cantati in un inglese abbastanza dignitoso. Certo, non stiamo parlando di accento oxfordiano ma – diciamocelo senza vergogna – a chi interessa se l’idioma non suona perfetto?
I membri della band sono tre. Tra di loro c’è anche una ragazza alla voce. Claudia Di Martino – a.k.a. Dyna. Una donna che rappa. Wow! In Italia le fly girl che si dilettano con il microfono ci saranno pure, ma sono ancora poche. Abbiamo pochissime “rappatrici”, putroppo. E comunque in tutta la storia della musica italiana gli onori delle classifiche credo che se li sia conquistati solo La Pina. Gli altri due membri dei Biscuits sono Marco Villa, detto Gangsta, e Tripla, ossia Gianluca Vitiello – fratello del più noto Nicola – anch’egli dj/speaker di Radio Deejay.
Nota di comunicato stampa: “Il videoclip del loro secondo singolo EXIT è stato finalista al PIVI(MEI) e PVI come miglior videoclip indipendente dell’anno”. Non che sia importante.
I miei pezzi preferiti sono la traccia N. 7 “Ritardi e traguardi” e la N. 10 “Ciu Ciu”. Quest’ultimo ha un sapore molto “old school”. Non per nulla mescola un simpatico ritornello/filastrocca con un sample del celeberrimo giro di basso di “Another One Bites the Dust” by Queen – esattamente come fecero gli Sugarhill Gang con “Rapper’s Delight”. Presente nel disco anche “Fortapasc”, un brano dedicato all’omonimo film di Marco Risi che racconta la vicenda di Giancarlo Siani, giornalista del quotidiano napoletano “Il Mattino”. Qui potete vederne il videoclip.
Questo primo album, omonimo, è stato prodotto da Black Needle | GPees e distribuito da Audioglobe. Figa la copertina, vero?













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