I Fu Manchu live al Bronson
Live: Fu Manchu – (Usa)
A seguire FESTA ANNI ‘90
Ingresso 15 euro, 6 euro dopo il concerto
Hanno fondato il genere stoner-rock con Kyuss, Queens Of The Stone Age e Monster Magnet.
Loro sono i Fu Manchu, dal sud della California a Ravenna, in particolare al Bronson. Dopo oltre vent’anni di carriera e dieci album dati alle stampe, da “No one rides for free” del 1994 alla nuova pubblicazione “Signs of infinite power”, uscito nell’ottobre 2009.
Prendono il nome da un mitico personaggio dei fumetti e la loro musica è energica, rock impuro ma forte, fortissimo.
Agli albori del successo dei Nirvana nei primi anni ’90, i Fu Manchu vengono contattati da una major, che dà loro la possibilità di registrare un demo affinché la casa discografica possa valutare la possibilità di pubblicare un album del gruppo. Come dissero in seguito gli stessi componenti della band, il demo lo realizzarono, ma senza avere l’intenzione di firmare un contratto con la major. La loro idea era invece quella di utilizzare i soldi presi dall’etichetta per registrare un album vero, da pubblicare poi indipendentemente. Ed in effetti successe proprio così. Il gruppo non firmò e le registrazioni andarono a formare la lista di tracce del primo album dei Fu Manchu, “No One Rides for Free” (1994), che fu pubblicato dalla Bong Load Records, un’etichetta indipendente. Il bassista del gruppo, Mark Abshire, lascia poi il gruppo prima delle registrazioni del secondo album, “Daredevil” (1995), sostituito da Brad Davis. Anche il batterista Ruben Romano e il chitarrista Eddie Glass abbandonano dopo la realizzazione del terzo e più riuscito album, “In Search Of…” (1996), e vengono sostituiti da Brant Bjork e Bob Balch. Glass, Romano ed Abshire formeranno successivamente il gruppo Nebula, un trio che prende molte influenze dalla musica dei Fu Manchu. La band, nella nuova formazione ruotante attorno al leader e vocalist Scott Hill e con il talentuoso Bjork, realizza successivamente altri album di grande successo, e rinforza la propria fama di eccezionale gruppo live, grazie anche alla condivisione del palco con colossi quali Kyuss, Monster Magnet, Marilyn Manson, Clutch, Corrosion of Conformity, White Zombie. Anche Brant Bjork lascia i Fu Manchu dopo l’album del 2002, “California Crossing”, per seguire la carriera solista, e viene rimpiazzato dall’ex batterista di Sunshine e Smile, Scott Reeder (spesso confuso con l’ex bassista di Kyuss, Unida e Goatsnake, l’omonimo Scott Reeder). Nel 2004 i Fu Manchu pubblicano il loro ottavo album, “Start the Machine”, e nel 2007 arriva per la Century Media “We Must Obey”, in cui troviamo sonorità più complesse e articolate. Anche se il marchio di fabbrica dei Fu Manchu rimane netto e definito, si trovano, soprattutto nell’utilizzo delle pause e nelle chitarre effettate, la ricerca del suono alla Queens of the Stone Age. Il nuovo album “Signs of infinite power” vede la luce sul finire del 2009 su Century Media Records, e i Fu Manchu tornano a fare quello che sanno fare meglio, ovvero rispolverare il tanto amato fuzz e, soprattutto, comporre con il cuore, lasciando perdere le soluzioni più “easy listening” degli ultimi lavori. Un netto ritorno al glorioso passato dunque, con un disco che gode di un songwriting fresco e ispirato, dove a farla da padrona sono nuovamente quelle escursioni psichedeliche che caratterizzano dischi come l’esordio “No One Rides for Free” e il capolavoro “In Search Of…”, il tutto condito dai riff delle chitarre che tornano ad essere granitici e quadrati come non mai.
Bronson Produzioni – Info: 333 2097141













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