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Caribou@Shepherd’s Bush Empire, Londra, 22 febbraio 2011

Postato da Nicole il 28 febbraio 2011 2 Commenti

Considero Swim l’album migliore del mio 2010, uno degli anni di più profonda magra discografica che la mia maturità musicale possa ricordare. Dall’indie/folk/tronica trallalera di The Milk of Human Kindness, passando per Andorra, il circuito creativo si è chiuso per ripartire dalle ceneri originarie, una dance music dai richiami esotici che la scorsa estate ha fatto muovere tanti corpi, anche se solo fermi sul posto.

E’ su questo presupposto che ho deciso di muovere il mio di corpo per presentarmi all’o2 Empire di Shepherd’s Bush con il sorriso sulle labbra. Peccato che tale entusiasmo si sia scontrato con una triste realtà fatta di 75 minuti scarsi di esibizione del performer principale in cui ha proposto appena 6 pezzi più 1 bis unicamente dall’ultimo album e senza alcuno stacco, alcuna fantasia, come un unico serpentone elettronico oltre un’ora. Il risultato è stato appiattire completamente Swim e farmi annoiare terribilmente. La critica migliore l’ho trovata su Songkick dove un tale twitta: “Caribou ha fatto schifo. Il pubblico era composto da teste di c***o. Ho quasi fatto a botte 3 volte.” E quel sadico tecnico delle luci… 13 sterline buttate.

La nota positiva della serata è stata una piacevolissima scoperta: uno dei gruppi spalla, i Factory Floor. Nella loro mezz’ora di esibizione hanno proposto un post punk elettronico molto synth, un pò darkeggiante ma pure un pò new wave, e con una voce glaciale à la Nico. Sono rimasta ipnotizzata. Hanno pubblicato un EP e parteciperanno il prossimo luglio al I Be Your Mirror organizzato dai Portishead e dal ATP all’Alexandra Palace di Londra. Se non avete niente di meglio da fare…

2 Commenti »

  • Fran said:

    ‘sta cosa dei concerti corti inizia ad essere ‘na piaga…

  • Mesi intensi. | The Magnificent Seven said:

    [...] scorso febbraio sono riuscita a spararmi sia un concerto di Caribou che il mio personale evento dell’anno, cioè un concerto dei miei amatissimi Mogwai. Il primo [...]

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