Warlocks e Owen Pallett live
Martedì 7 dicembre 2010, ore 22
Live: The Warlocks (Usa) e Owen Pallett (Can)
THE WARLOCKS
Dopo anni di assenza tornano in Italia i The Warlocks di Bobby Heckser.
Gli Warlocks hanno fatto della psichedelia e del rock super fuzz il proprio credo, un gruppo di culto come pochi.
I The Warlocks sono una delle più incensate acid-rock band statunitensi, lisergici e potenti come dei Grateful Dead alle prese con delle cover dei Black Sabbath. The Warlocks fu anche il nome della prima incarnazione dei Grateful Dead di Jerry Garcia.
Gli Warlocks, oramai in giro da oltre un decennio, amano scorrazzare per la loro California come reduci di tempeste psichiche. Ad oggi la band di Bob Hecksher ha pubblicato con ottima verve ben cinque album e due Ep, divenendo portavoce ufficiale del rock psichedelico californiano.
La formazione attuale conta Bobby Hecksher (Prima chitarra, voce e tastiere), John Christian Rees (chitarre), Ryan McBride (chitarre), Jana Suzanne Risher (basso) e Bob Mustachio (batteria).
Nel 2002 per il loro secondo album “Phoenx” si scomodò addirittura la Mute records (proprio quella dei vari Depeche Mode, Einsturzende Neubaten e Nick Cave), e i The Warlocks divennero una delle band da tenere d’occhio. Oggi la band incide per Tee Pee records, un marchio di fabbrica in fatto di psichedelia, rock e stoner.
Il loro ultimo disco “The Mirror Explodes”, del 2009, è stato accolto come uno dei migliori dischi dell’anno.
“The Mirror Explodes” è un album che mette ordine nella musica del combo di Los Angeles, una psichedelia quasi gentile, che non taglia completamente con il passato, pur introducendo momenti decisamente più meditabondi. Ma è una meditazione oppiacea. Sono otto i brani di “The Mirror Explodes”, pastiglie dal conturbante effetto, che parlano la lingua di un rock stonatissimo, solo apparentemente carezzevole. C’è il consueto grado di melanconia nella musica dei The Warlocks, ma le chitarre fuzz che scalpitano in lontananza fanno sì che l’anima pop del gruppo sia spinta sempre più rovinosamente verso il baratro. La loro è una moderna ricostruzione di uno scenario Sixties/Seventies, fotografia distesa di quei balordi dell’arte che un tempo rispondevano ai nomi di Velvet Underground o 13th Floor Elevators.
OWEN PALLETT
Reduce dal grande successo ottenuto con l’ultimo e atteso album “Heartland”, Owen Pallett, meglio noto con il moniker di Final Fantasy, arriva in Italia per tre date fresco dell’uscita del nuovo Ep “A Swedish Love Story”, trionfo di melodie pop ed emozioni gioios, uscito per la Domino/Spingo in settembre.
Dopo l’ottimo “He Pous Clouds” (2006), ancora presentato con il moniker di Final Fantasy, Owen Pallett, prolifico polistrumentista canadese, ha pubblicato dopo quattro anni di annunci e rinvii il primo album con il suo vero nome: Heartland. Nella realizzazione del disco Pallett, che già nei live ha dimostrato di poter fare cose grandiose con un solo violino, si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra Nazionale Ceca dando vita ad un lavoro visionario e affascinante.
L’album, registrato in un arco di tempo di nove mesi in parte negli Usa, in parte a Praga e a Reykjavik negli studi dei Sigur Ros, si avvale della collaborazione di Jeremy Gara, batterista degli Arcade Fire, ed è stato mixato da Rusty Santos, già al lavoro con Panda Bear.
Heartland è un’opera musicale assolutamente unica e originale, la cui composizione oscilla tra la musica militare del diciannovesimo secolo, il synth-pop analogico anni ‘70 e il futurismo russo; un album composto da 12 brani densi e concisi, influenzati dalle tradizioni del pop, basati su un un unico concept narrativo e suonati da un’orchestra. IL risultato è uno straordinario lavoro che esprime tutta l’emozione, il calore e l’ambizione artistica di Owen Pallet.
Pallett si è occupato anche degli arrangiamenti per orchestra di numerosi album fondamentali degli ultimi anni, tra cui Neon Bible degli Arcade Fire, Yellow House dei Grizzly Bear, The Flying Club Cup di Beirut, The Age of the Understatement dei The Last Shadow Puppets, ed è stato impegnato nella scrittura di parti orchestrali per l’album Yes dei Pet Shop Boys e per The Boy Who Knew Too Much di Mika.
Ingresso 15 euro
Bronson Produzioni – Info: 333 2097141













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