Adam Ficek @ Georg Best Club
Adam Ficek è colui che ha creato il progetto Roses Kings Castles, è un singer-songwriter, è insegnante, è l’ex batterista dei Babyshambles incazzato come una iena ed è anche un dj.
Adam Ficek arriva in quel locale in culo ai lupi chiamato Georg, non George, Best Club che non è nemmeno un club indie o un locale vero e proprio, ma una pizzeria-ristorante.
Alle 23.30 arriva Adam, visibilmente stanco, e dopo un quarto d’ora di chiacchiere in generale, legate soprattutto al posto strano e che gli ricorda tanto i matrimoni inglesi, mi chiede dell’intervista che ho registrato.
Adam, bene, parliamo del nuovo album. Qual è la principale differenza dal primo dei Roses Kings Castles?”
Il primo album è stato registrato nella mia stanza, il secondo in un vero e proprio studio di registrazione con tutta la strumentazione necessaria. Per il primo album dei RKC ero solo io.
Ci sono delle collaborazioni in questo nuovo album?
In alcune canzoni, alla chitarra, c’è un amico che suona negli Slow Club. Per il resto ho fatto tutto io.
Quali sono le maggiori influenze? A chi ti ispiri?
Al songwriting classico. Ho preso in riferimento i Small Faces e altri spunti legati al Britpop per le melodie.
La maggior influenza è quella dei Wings con Paul McCartney, poiché ho ascoltato parecchio la loro musica mentre ho scritto questo nuovo album.
Quali sono le tematiche di fondo che trattano queste nuove canzoni?
Quando ho scritto le canzoni mi trovavo in un periodo veramente difficile (l’aver abbandonato i Babyshambles) e questo ha condizionato tutto. Le parole dei testi sono molto malinconiche e legato al cinismo in particolare.
(A questo punto si vede quanto Adam sia incazzato come una iena nei confronti dell’esperienza Babyshambles e ci credo! Dopo qualche parolina sulla questione, si cambia totalmente argomento…).
Cosa pensi del panorama musicale attuale?
Non sono molto coinvolto da questo, è molto pop con piccole influenze di elettronica. La situazione musicale, anche nel Regno Unito, è piuttosto calma: ci sono tante band di quel genere elettro-pop, ma non sono band davvero eccitanti.
Quali artisti consigli o ti piacciono? Quali sono gli album di questi ultimi anni che ti hanno maggiormente coinvolto?
Mi piacciono i Drums ma anche loro non sono niente di così entusiasmante, nonostante il loro album sia parecchio pensato a livello di testi. Mi piace molto l’ultimo album di Steve Mason, “Contra” dei Vampire Weekend, “The Spinning Top” di Graham Coxon e l’ultimo dei Chemical Brothers.
Non ho ancora ascoltato bene “The Suburbs” degli Arcade Fire anche se sono sicuro sia veramente un buon album, ma il loro primo album “Funeral” è davvero un gran bell’album.
Sei contento di suonare in questo posto?
Sono un po’ preoccupato, mi sembra un locale in cui si fanno matrimoni o raduni famigliari e non è un Indie Club. Diventerò un cantante per i matrimoni e…
“What the fuck am I doing here?!”
C’è anche altro nella registrazione, ma sono chiacchiere normali riguardanti punti di vista sulla “critica musicale”, altri album e il progetto da solista di Carl Barat: tutto questo per la paura di rientrare nella pizzeria e risparmiare un po’ di tempo.
Adam Ficek, dunque, è una persona estremamente gentilee più che un’ “intervista” vera e propria mi sembra di aver parlato con un amico.
A mezzanotte inizia l’esibizione: siamo in quattro fan, il direttore artistico, il tecnico del suono e un’altra ventina di persone che di certo non conoscono Adam Ficek.
Adam farà nemmeno una mezzoretta di concerto includendo tanta ironia sul palco, a causa dell’atmosfera presente. Non si sa se ridere o piangere e tra l’altro, come se non bastasse, c’è pure una “sfilata di moda”.
Adam suona una decina di canzoni, i classici “Entroubled” e “Sparklin Bootz” del primo album e molte canzoni nuove, mostrandosi un ottimo singer-songwriter e soprattutto un buon musicista.
La voce è davvero particolare e da tipico cantautore inglese, mi ricorda tanto il Graham Coxon da solista di “The Spinning Top” tra l’altro.
Con una sola chitarra e la sua voce riesce a fare tutto: da solista o con una band riesce davvero bene nel suo lavoro inserendo melodie pop e folk parecchio orecchiabili e piacevoli.
Durante il live, in questo ristorante osceno che influenzerà il tutto sfortunatamente, si sente comunque una certa bravura tecnica: Adam ha trovato cosa fare da grande, ovvero IL cantautore e questo lavoro gli riesce bene.
Finito il concerto parliamo ancora e ogni tanto ironizza, sempre con un certo amaro in bocca, su questo posto. Gli dico che semmai tornerà in Italia, gli conviene cercare un locale a Bologna e non in culo ai lupi.
Adam Ficek tornerà a marzo in Italia e si spera che la selezione dei posti in cui suonare sarà migliore rispetto a questa delle cinque date.













[...] Ficek capirà tutto (incredibile, sono commossa. Il mio inglese è comprensibile, che bello) è qui . Finito il concerto mi augura un buon ritorno a casa, sì peccato che la guardia di finanza mi [...]
Lascia un commento!