Psychopathic Romantics – Pretty Prizes
Nonostante siano passati un bel po’ di mesi dalla seconda uscita discografica della band nostrana, di Caserta, Psychopathic Romantics è bene parlarne.
Come tutti sanno, la scena musicale italiana di questo periodo non brilla ed è parecchio vuota: l’unica cosa che la tiene in vita sono quelle poche band Indie, nel vero senso del termine e non quel genere individuato come un misto di “pop-rock-influenze electro”, che sono nate nel paese sbagliato.
I Psychopathic Romantics entrano a far parte di questa numerosa schiera di gruppi italiani poco conosciuti, sfortunatamente, ma tanto dotati e con notevoli capacità artistiche.
Pretty prizes è il nome del loro secondo album, autoprodotto, e che mostra proprio questi elementi di determinazione e reazione, aspetti che la band vuole mettere in mostra il più possibile per far sì che si sviluppi una certa evoluzione nella musica italiana.
Il genere che domina in quest’album è veramente complicato da descrivere: sicuramente questo “Pretty Prizes” non è un album immediato e che prende all’istante chi lo ascolta; al contrario è un album “rock” difficile che presenta chiari riferimenti alla musica progressive, Peter Gabriel e Genesis in primis, oltre ai Radiohead di “Ok Computer”.
E’ complicato parlare di un unico genere poiché la band ricerca sonorità e ritmi veramente particolari e che non restano mai in testa, non a caso occorre ascoltare l’album numerose volte per poter comprendere al meglio qualche spunto e dettaglio.
Forse quest’ultimo elemento, legato alla difficoltà dell’ascolto e alla poca “orecchiabilità” delle tracce, può far storcere il naso, ma i Psychopathic Romantics intendono, a tutti i costi, sviluppare una certa evoluzione, ovviamente in positivo, nella musica italiana: quello che vuole creare questa band italiana è qualcosa di nuovo, certo con influenze ben evidenti, particolare e unico.
L’unica sfortuna che ha questo gruppo è quella di essere nato in un paese come questo, dove la ricercatezza e la creatività sono messe in secondo rilievo rispetto a ciò che è già stato ascoltato e riascoltato all’infinito.
Tracklist
1. What Did You Leave For Us?
2. Democracy’s Pill
3. Transparent Smiles
4. The Definition Of Life
5. Free Barabbas
6. Silent Venom
7. Ant Farm
8. F.
9. Mother Nature Latest’s Madness
10. 21 [Ventuno]
11. I Came Here
3.5/5













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