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Italiawave: Playmobil from Chernobyl, Brunori SAS, Ok go, Editors.

Postato da Fran il 29 luglio 2010 Nessun Commento

La sottoscritta ha sentito solo due canzoni dei Groove Armada. Impossibile quindi scriverne. Da quel che ho sentito mentre mi avviavo verso la mia macchinina erano perfetti nella loro plasticosità. Li ho così persi di vista però che non ricordavo neppure fosse uscito un loro lavoro recentemente. Shame on me.

Tolto questo primo cospargimento di cenere dal capo possiamo raccontare di una giornata di 12 ore passata al caldo di Livorno, in un festival graziosamente radicato nella cittadina toscana ma un po’ dislocato in giro, e con il caldo molte cose vanno a perdersi, in un delizioso Psycho Stage a vista sul mare dove però si muore (e purtroppo chi vi parla ha una resistenza al caldo molto minima)

La sottoscritta quindi tenta di andare per interviste. Qui si erano chiesti gli Ok go, gli Editors e Brunori SAS. Si presenta sul tardi solo l’ultimo: disponibile, ironico, autoironico. Una conferenza stampa che dura circa 20 minuti (dice il registratore, almeno) e sarà sbobinata più in là ma in cui il buon Dario parla della sua azienda, della sua musica, delle sue influenze. Ci rinfranca, a noi che siamo lì e ci vengono snocciolate percentuali su chi probabilmente può presentarsi alla conferenza stampa. Piano piano alle 19 capiamo che è nessuno, e davvero se la mia giornata lì sarebbe dovuta basarsi sul materiale carpito dalle interviste sarebbe stata buttata via. Ah, era quello il mio obiettivo? Dai? Ops.

Poi verso le 19 entra il pubblico con la grande corsa verso la transenna. Il Picchi è davvero deserto. Mi dicono che il giorno prima c’era davvero anche meno gente. Anche meno? Ed era gratuito. Oggi costa 22 euro, e fino alle 22 ora in cui gli Editors -forse considerati dagli acquirenti i veri headliner- lo stadio non si riempie oltre la trentesima fila. Poco pubblico, peccato. Perché il rendimento cantanti/prezzo era davvero favorevolissimo (nonché Livorno è meglio della laguna veneta, che ve lo dico a fare)

Ad esempio quando hanno iniziato a suonare i Playmobil from Chernobyl eravamo davvero pochi. Non li conoscevo e mi hanno colpito del tutto, e non vedo l’ora di recuperare i loro lavori. Bravi e convincentissimi a suonare. Mi hanno davvero convinto.

Poi segue Brunori SAS, con un set medio che porta le sue canzoni di successo e la sua simpatia. A pubblico purtroppo siamo sempre lì, non tantissimi, e non molti conoscevano Brunori ma si è fatto apprezzare subito dal pubblico in quel di Livorno.

Iniziano poi gli Ok Go e piano piano la gente ad ascoltarli aumenta (del resto è un po’ più sera e non c’è più luce da mare) fino ad arrivare a questo pubblico qui sopra. Gli Ok go mi sorprendono non avendoli mai visti dal vivo sinora: straordinari. Perfetti nel contatto con il pubblico, eccezionali a suonare le canzoni del loro album non facendole sembrare uguali al disco. Bravissimi. Specie per l’intermezzo con le campane.

Per gli Editors che verranno dopo sinceramente (all’ottavo concerto in tre anni) ho idee altalenanti: mentre nei precedenti concerti il frontman Tom Smith era più calamitatore di attenzione degli altri ora gli Editors iniziano ad essere più band completa che riesce a tenere un concerto perché si basa su tutti e cinque i componenti. Smith sbaglia tempi e scazza qualche nota ma gli altri riescono a far girare il tutto al meglio.

E fanno un set lunghissimo per essere un concerto da festival.

[setlist degli Editors a lato]

Foto di Francesca Fiorini e Graziella Mattei, dopo il salto.

(prima foto della giornata, poi foto degli Ok go, poi degli Editors)


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