The Cranberries, live in MediolanumForum Assago

Un MediolanumForum pieno, traboccante, ma con la gente più educata che si sia vista. Forse perché la reunion dei Cranberries è stata molto attesa.
Forse perché le aspettative erano alte e si sentiva che il gruppo irlandese era pronto per ritornare ispirandosi a tanti gruppi che ora stanno sulla scena (Muse su tutti: vedi anche il palco che somigliava molto a quelli dei tour precedenti)
La O’Riordan ha dichiarato: “Ho deciso di tornare insieme ai miei ex compagni dei Cranberries, insieme scriveremo nuove canzoni e in tour proporremo sia i brani del mio album che le nostre hit più famose. Sarà bellissimo rivedere i fan della band e suonare dal vivo per loro”.
Il chitarrista e co-autore Noel Hogan ha detto: “In questi ultimi anni ognuno di noi ha avuto modo di lavorare su diversi progetti, e imparare un sacco di cose dalle proprie esperienze. Ora è il momento giusto per tornare insieme e andare avanti”.

Aprono con un ottimo set gli Outside Royalty, band che sinceramente non conoscevo e che invece ho apprezzato molto. Una band americana indie-rock che fonde anche la tradizione folk americana, da un sound apprezzabilissimo e orecchiabile.
Autori tra l’altro di una cover dei Beatles di Eleanor Rigby tecnicamente perfetta e con una esecuzione abbastanza personale pur rimanendo fedele all’originale.

Poi continuano i Cranberries: la O’Riordan ebbe problemi di voce prima dell’inizio del tour
Dolores si sperde in molti “grazi”, nel parlare di Milano come capitale dello shopping dove aveva comprato le scarpe che indossava nella serata, canta un paio di sue canzoni da solista, si muove sculettando sul palco (facendo quelli che in palestra si chiamano squat) e si sofferma sul ricordo della sua famiglia e dei suoi nonni in“When you’re gone”, ricorda al pubblico dicendo: “Godetevi tutto quello che avete, amate e vivete la vita, perché tutto trascorre in fretta”.
Come omaggio agli italiani ricorda di aver cantato con il grande Luciano Pavarotti e Zucchero, anche se spesso come tutti gli artisti cade con lo sbagliare l’italiano per lo spagnolo. Poi va a cambiarsi d’abito, prima dell’encore.
Dopo questi momenti pucci possiamo dire che anche il concerto è stato molto figo. Non sembravano passati per noi quasi-mezzi-trentenni quella decina di anni che ci separavano da Bury the hatchet. Sembrava ieri. Che bello.
Setlist:
1. Analyse
2. Animal Instinct
3. How
4. Ordinary Day
5. Linger
6. Dreaming my dreams
7. When You’re Gone
8. Just my imagination
9. Switch Off the Moment
10. Desperate Andy
11. Time Is Ticking Out
12. I can’t be with you
13. Ode to my family
14. Free to decide
15. Salvation
16. Ridiculous Thoughts
17. Zombie
Encore:
18. Shattered
19. You and Me
20. The Journey
21. Dreams
Foto di Francesca Fiorini dopo il salto:















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