Conferenza stampa “1980-2010- 30 Years of Covo Club”.
Per la prima volta in tre anni entro al Covo Club di Bologna non per ballare o vedere un concerto, ma sottoforma di “giornalista” per sentire cosa hanno da dire: l’Assessore alla Cultura, Regione Emilia Romagna, Alberto Ronchi; Marzio Manni e Daniele Rumori, che si occupano della programmaziona artistica del locale; Emidio Clementi, dei Massimo Volume; Gabriele Gheduzzi e Gianni Carati, ovvero i fondatori del locale e attuali djs.
La prima volta che entrai al Covo avevo 17 anni e la prima impressione, me la ricordo come se fosse ieri, fu: due salette, locale stracolmo, ballare spiaccicati e caldo assurdo. Fino ad allora non avevo mai ballato così tanto in vita mia su della musica nuova, in parte, e meravigliosa.
Insomma: appena incontrai questo locale fu amore a prima vista e almeno una volta a settimana, o il venerdì o il sabato, o per pazzia entrambe le serate, dovevo andarci.
Oggi sono arrivata al locale come se fosse il primo giorno di scuola: il locale di giorno è diverso e vederlo così vuoto mi fa impressione, ma comunque sia ero parecchio serena e mi chiedevo “Ma che devo chiedere ora a questi?!”.
La conferenza stampa inizia intorno alle 12.20, o una cosa simile, e si parte parlando della storia del locale: il Covo, agli inizi “Casalone”, viene fondato da un gruppo di amici nel 1980, intorno settembre, per riconquistare la buona musica e per dedicarsi a tutta l’Arte, poiché non si parla solo di musica ma anche di letteratura e mostre.
Il Covo dopo 30 anni di vita è ancora attivo come non mai e porta in continuazione ottimi gruppi e musica: prima o poi chiunque, non solo musicisti, entrano a far parte della grande famiglia di questo locale.
Nonostante fosse un locale marcato da continuo alternarsi tra problematiche\valori e regolare\irregolare, il Covo vive ancora tra noi e sta facendo di tutto, anche pagando 1550 euro di affitto mensili, per far vivere e respirare coloro che senza Musica non riescono proprio a stare.
Bologna è una città piena di cultura, è una città musicale: l’Assessore Ronchi afferma che il Rock è parte integrante della cultura bolognese e dell’Emilia Romagna, non a caso la nostra regione ha più possibilità rispetto ad altre di sostenere proprio quest’Arte.
Il problema, però, è sempre legata alla questione spazi: in estate il Covo non funziona, perché? Secondo il comune non ci sono spazi e quindi non ci si può fare nulla.
In realtà gli spazi a Bologna per organizzare qualcosa, nella calda estate bolognese, ci sarebbero: sfortunatamente la città ha le capacità per far sì che questi si sviluppino, ma non ha la forza.
Il problema è sempre quello, non cambia: sono i soldi.
Trent’anni di Musica e Cultura che verranno festeggiati sia sabato 27 febbraio, in anteprima, col concerto di Adam Green e dj set di un certo Alan Mcgee, sia a fine marzo e inizio aprile con grandi band locali, nazionali e internazionali: io l’ho detto e lo ripeto, CHIUNQUE prima o poi passa da questo locale stupendo.
Ringraziare il Covo per queste serate, e quelle precedenti, è davvero poco: le generazioni si alternano, ma la passione per la Musica e l’Arte in questo locale resta sempre forte e unica.
Grazie anche a Massimiliano “Max” Bonini: dopo la conferenza c’erano in fila i suoi vinili, la sua musica, e curiosando tra questi mi rendo conto solo ora che qualcuno mancherà tanto sia al pubblico del locale, sia per quello che ha dato e fatto per il Covo.
Programma:
Giovedì 25 marzo – Rain Machine (USA)
Venerdì 26 marzo – Forty Winks, Settlefish, The Tunas, The Valentines, Cut, Laser Geyser, Legless
Sabato 27 marzo – Massimo Volume, Giardini di Mirò (in concerto). Dj Chris Geddes (Belle and Sebastian)
Martedì 30 marzo – Lisa Germano, Phil Selway (Radiohead)
Giovedì 1 aprile – Radio City (concerto). Enrico Brizzi dj set
Venerdì 2 aprile – Hidden Cameras (CAN)
Sabato 3 aprile – The Teenagers (Uk-Fra). Kate Jackson (Long Blondes) dj set + London Loves (Plastic).















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