Ours: Mercy (Dancing for the Death of an Imaginary Enemy)
Non mi vergogno a dire che adoro Jimmy Gnecco da tempo, e in attesa dell’uscita a breve del suo disco da solista mi piace rispolverare ciò che è venuto prima.
Se i due album precedenti, Distorted lullabies e Precious, si basavano più sulla straordinaria voce di Gnecco che sugli arrangiamenti si può dire che allora Mercy sia l’album della maturità per gli Ours. Atteso per quasi cinque anni dai fan, sebbene le canzoni erano quasi tutte già note al pubblico perché suonate nella grande maggioranza nell’interminabile tour dal vivo degli Ours che ha preso una pausa giusto quest’estate per esigenze da supporter del frontman.
Un album, prodotto da Rick Rubin, che suona rock e che parla di cose dark (Murder, Black) e cose speranzose (Ran Away to Tell the World e la u2-esca The worst things beautiful), di recupero nelle situazioni brutte e disperate. Qualcosa al di là della classica filosofia Emo.
La voce di Gnecco, assolutamente la più bella nel panorama rock, va a sottolineare e a declinare queste tematiche, spaziando dai toni più profondi (proprio in Murder) agli acuti urlati. Toccante, uscito da esperienze di vita. Unica traccia più debole proprio Get up in conclusione.
Saint invece è dedicata allo scomparso Jeff Buckley.
Tracklist:
- “Mercy” – 6:41
- “The Worst Things Beautiful” – 4:21
- “Ran Away to Tell the World” – 5:00
- “Black” – 4:51
- “Moth” – 4:34
- “Murder” – 5:35
- “God Only Wants You” – 4:23
- “Live Again” – 4:27
- “Willing” – 4:41
- “Saint” – 5:06
- “Lost” – 5:18
- “Get Up” – 4:50
















[...] di casini indescrivibili sul suo cammino, l’ultimo con la label con cui aveva pubblicato Mercy (dancing for the death of an immaginary enemy) di cui parlammo l’anno [...]
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