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Pungiglione, m’hai provocato e io me te compro*

Postato da djnero il 9 novembre 2009 Nessun Commento

sting che tempo che fa
Sono giorni che chiunque mi conosca, e conosca la mia antica passione per Sting, in tutte le forme tranne quella sessuale, si sente moralmente obbligato a segnalarmi che è uscito il suo nuovo album, o che il Sommo sarà ospite da Fazio, con una sottintesa richiesta di opinione, o di un qualunque tipo di feedback. Del tipo “Oh, è uscito il nuovo di Sting, ma figurati se tu non lo sai, sei contento? Che ne dici?”. A tutte queste persone – il mio collega, vari amici, mia madre, la mia compagna – ho dato sempre risposte tra il “E quindi?” e il “Oddio, sì, ho sentito un pezzo in anteprima su Repubblica.it, una lagna inascoltabile”. Anche perchè ero convinto che si trattasse del secondo capitolo di Songs from the Labyrinth, un disco di composizioni del ’600, solo voce e liuto, digeribile come una peperonata a mezzanotte. Ieri sera, dopo l’ennesima segnalazione, sono stato quasi “costretto” a switchare da Inter-Roma a “Che Tempo Che Fa”, ma sono arrivato tardi per ascoltare la sua performance, anche se in tempo per notare l’ennesimo tinteggiamento di barba e capelli (sul rossiccio andante: fa un disco di canti anglo-irlandesi; per la reunion dei Police era biondo platino, oltreché sbarbato: fa sempre la cosa giusta) e il cardigan di lana grossa modello “ah-se fossimo soli-in una baita-o in una magione dello yorkshire-che ti farei”.
Per farla breve, con orecchio laico stamattina mi sono messo all’ascolto di “If on a Winter’s night, puntini puntini”. Lagnoso è lagnoso. Però emana un tepore così confortante e fa tanto, ma tanto, Natale-con i tuoi cari-in una baita-o-in una magione dello yorkshire. Poi esce co’ sto freddo, lui in mezzo alla neve con il cane e il bastone, che uno pensa a un cognac, alla legna che crepita nel caminetto, e a tutte le cose che si possono fare davanti alla legna che crepita nel caminetto. Insomma, è paraculissimo, e io lo so.
Eppure.

Qui la performance + l’intervista a Fabio Fazio.

Nota a margine per Fazio e i vari recensori che riprendono distrattamente i comunicati stampa delle case discografiche. I due pezzi del disco che da più parti leggo come “inediti”, “The Hounds of Winter” e “Lullaby to an anxious child“, inediti non sono. Il primo è il brano d’apertura di Mercury Falling. Il secondo, bellissimo tra l’altro, è uscito come b-side del cd singolo “You Still Touch Me”. Entrambi sono stati riarrangiati per l’occasione.

* Mò non esageriamo. Diciamo che ci penso.

from poetadisottofondo

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