Gli Ours e Jimmy Gnecco.
Ne volevo scrivere da un po’ anche qui anche se ormai credo di essere un’evangelizzatrice italiana. Non posso essere equilibrata nel giudizio come lo sono per i Muse, ma per un motivo diverso: sono innamorata della voce di Jimmy Gnecco.
Tanto poi da averci quell’innamoramento estatico anche del cantante/personaggio. Se così si può chiamare, personaggio. Visto che Gnecco lo conosciamo in pochi e che è un timido, schivo americano dalle origini sottointese italiche: gli Ours hanno 39000 ascoltatori su lastfm (quando Miticovasco ne ha 98000) per non parlare di Gnecco -ma il cd solista su etichetta Bright Antenna, molto attiva nei social network, uscirà a inizio 2010- che ne ha seimila. E su facebook la voce Ours ha 2673 fan. Direi una band per intimi, ma siccome ve l’ho detto, sono una sorta di loro cheerleader che però si vergogna tantissimo a mettersi i pon-pon in mano vi dirà che la band è per eletti.Gli Ours suonano da 20 anni. La precisione tecnica nelle canzoni arriva col il cd del 2008 Mercy – Dancing for the Death of an Imaginary Enemy, anche se molte di quelle tracce si trascinavano dal repertorio live del gruppo dal 2002, da Precious. Sei anni di silenzio discografico ma non live, visto che il gruppo è stato in tour ininterrottamente fino al mini tour europeo solista di Gnecco del mese scorso. Il silenzio è stato per il tracollo avuto con Precious nella vita privata (la fidanzata di Jimmy si tolse la vita ad una settimana dall’uscita del disco) e dalla perdita di una major a pubblicarli. Infatti, l’esordio fulminante del 2001 fu con Distorted Lullabies su Dreamworks a cui RollingStone diede 3 stelline e via andare, Amazon disse “ehi, somigliano anche loro ai Radiohead, ma lui ha la voce di Buckley” e MTV passò il video di Sometimes.
Ma i dischi contano fino a un certo punto. Lo dico da fan, e me ne sono accorta perché a Londra un altro affezionato gli ha chiesto una delle canzoni che non è mai stata pubblicata ma fatta live alcune volte: “Shoot the one in the middle“. La bravura enorme è sentire quella voce esprimersi dal vivo. Sentire l’estensione vocale non soltanto accademica, come un Anthony, ma applicata al rock. Che ti pervade, prendendo dalla nota calda più bassa possibile al falsetto più sottile senza essere un fastidioso ultrasuono.
Qui, inutile dire che non si sa cosa si darebbe per avere Gnecco (con o senza Ours) in Italia a suonare. Ma davvero eh, ma anche che ne so, a Lione.










pelle d’oca Fran…….Allora non sono l’unico!!!! al primo ascolto di “I heard you singing” ho pianto ininterrottamente fino all’ultima nota. Come te vorrei Gnecco in Italia, anche fosse in un piccolo pub. E’ fortunatamente per pochi e ne sarei geloso
Gabry
Speriamo, davvero…
Anche io sono una fan da molti anni di Jimmy e poichè mi desideravo vederlo dal vivo, l’estate scorsa sono andata fino in Olanda per sentirgli cantare (Ahimè) solo 4 canzoni. Ma è stato comunque un momento indimenticabile. sopratutto perchè terminata la peformance sono andata nel backstage e ho pregato ti potergli parlare visto che venivo dall’italia appositamente per lui. E’stato di una gentilezza incredibile, mi ha regalato un poster autografato, degli adesivi e mi ha detto (udite !udite!) che presto verrà in Italia per una serie di concerti acustici. Non vedo l’ora!
Speriamo! Io sto francobollando la sua etichetta da mesi per saperlo il prima possibile! ve lo farò sapere…
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