White Lies e Bloc Party a Ferrara.
Ritardo intollerabile, lo so, ma questo è stato uno dei concerti più belli della prima parte dell’anno, e liquidarlo solo con le sensazioni primarie, pareva brutto. Quella accanto è una foto che incolla assieme sette foto del palco dei White Lies quando han suonato a Ferrara. Qualcuno un po’ c’è rimasto male quando io ho detto che insomma, non è che siano trascinanti dal vivo sebbene il pubblico ce la stesse mettendo tanto. Fare foto panoramiche di gruppi è abbastanza difficile, solitamente, ché si muovono molto. Non so, sarò una irriducibile vedova di Curtis e una noiosa carampana di Interpol ed Editors ma il mio giudizio sui White Lies (accompagnati dal tastierista Tommy Bowen, che si unisce a loro nei contesti live) è ancora in sospensione. Cioè, li vedo, ci ripenso, e dico boh. Hanno 4 pezzi nel cd di esordio che sinceramente prendono. Già, prendono, non è che spaccano. Quindi boh, non so, e poi il frontman Harry McVeigh mi ha rinfrescato un dubbio che avevo [era un po' la serata del leit-motiv "voce, tono, timbrica"]: che probabilmente non è proprio la sua voce naturale, quella, ma atteggiata. No, non uscite fuori come carampane. Diciamo che secondo me non è proprio il suo modo di cantare, ma furbescamente ci canta. Il risultato complessivamente non è male, specie nelle hit To Lose my life e Fairwell to the Fairground (e anche in The Rip, dei Portishead). Ma ecco, boh. Prima di risentirli dal vivo li rimando al secondo album e vediamo.
Poi sì, i Bloc Party. Ogni volta che suonavano in Italia ci avevo una qualche sfiga per non riuscire a sentirli. E poi non è che mi dispiaceva più di tanto, perché la voce di Kele mi sembrava poco armonica live. Non so, eppure avevo mp3 su mp3 dal vivo che lo dimostravano. E ora invece ho ricercato ben bene: dalla metà del 2008 Kele è migliorato tantissimo dal vivo armonizzandosi perfettamente all’acustico e quindi migliorando su tutto. Scusate, fisse mie. Kele ha una presenza scenica notevole, e ha anche un pregio: riesce a comunicare in ogni modo con il pubblico, dal parlare al cantare. Mi ha letteralmente conquistato. E’ per questo che quando ho letto in giro che i Bloc Party non sono trascinanti ci son rimasta un po’ così, per dirla con un francesismo, dimmerda. Io mi son divertita un casino. Ho saltato, ballato, cantato. Ho anche sudato abbestia, visto che il cortile lì è una vera e propria sauna durante ogni Bands Apart, ma tutto passa in secondo piano. Ferrara sarà sì un posto magico dove suonare, come han detto i Bloc Party, ma bisogna anche saperlo fare. E qui si sapeva fare.
Setlist:















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